Aste a Settimo, il galoppo vende i gioielli di famiglia
E' UN CATALOGO pregiato e importante quello dell'asta yearling del purosangue che si svolgerà lunedì 21 e martedì 22 settembre a Settimo Milanese. Trecentodiciannove i lotti della rassegna che unisce Sga e Its attraverso un accordo che in un momento difficile del mercato evita inutili dispersioni e sovrapposizioni. L'asta e' l'unico posto dove puoi acquistare un sogno. E sfogliando il catalogo dalla copertina rossa di questa rassegna 2009 i sogni sembrano essere a portata di mano. Perchè ci sono due prezzi di assoluto appeal come il numero 137 di catalogo, un figlio di Oasis Dream e Gitf Of the Night, fratello dell'asso Falbrav e preparato per sfilare sul ring da Cristiana Brivio, "Madame Asta", titolo meritato per aver presentato i top price delle rassegne degli yearling delle ultime annate. Questo fratellastro di Falbrav appare atletico e ben costruito. Ruberà l'occhio come un altro puledro presentato dalla S.A.R.L. (cioè dalla Razza Latina), il numero 134 che e' un bellissimo erede di Galileo che ha come madre Frottola, laureata del Premiio Carlo Chiesa, listed race femminile.
Centoventidue gli stalloni rappresentati a Settimo Milanese, due le sessioni, quella della prima giornata è da fuochi d'artificio con possibili acquirenti diversi operatori stranieri. Fioccano i neretti nei 141 puledri della prima sessione: un fratello del laureato di Repubblica e Ambrosiano Selmis (il 40 del catalogo), una sorellastra (la numero 80) di una laureata di Vermeille come Sweet Stream, il fratellastro di Abaton (il vincitore del Filiberto rientrato proprio martedì scorso a Capannelle), un fratello della grizzettiana Marbye che conquisto' l'Astartè di gruppo 1 dopo aver vinto Turati e Cumani sulle nostre piste. Aprirà la selezionata lunedì mattina una sorella della velocista L'Indiscreta (Carlo Chiesa, Gruppo 3) presentata dalla Razza del Sole cara alla Presidentessa dell'Anac Isabella Bezzera.
Una due giorni straordinaria dove il galoppo presenta le promesse del futuro. I nostri allevatori hanno investito in qualità. Aspettiamo un segnale importante per l'ippica del domani in un momento in cui nel galoppo fioccano le polemiche per una programmazione che penalizza i buoni cavalli e che punisce con pesi proibitivi negli handicap i soggetti delle grandi scuderie, in virtu' di una centralizzazione delle perizie discutibile e lasciando fuori dal controllo chi ha in mano due terzi delle risorse del nostro montepremi. L'ennesima follia della nostra ippica: alleviamo cavalli capaci sia al trotto che al galoppo di vincere in tutto il mondo ma abbiamo un'organizzazione... decisamente bizzarra.


























