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Un super sabato all’Ippodromo Snai San Siro di Milano, aperto a tutti, appassionati ippici e famiglie. In pista la 50^ giornata stagionale di galoppo dalle ore 15:15 circa propone, tra le sette corse del programma, le edizioni del Premio Del Piazzale “Memorial Felice Villa” di Gruppo 3, delle Listed di classe 1 per il Premio Elena e Sergio Cumani, per l’Omenoni e per l’Eupili, e poi il Super Handicap di classe 1 intitolato a Carlo Porta.
Una giornata “tosta” e di grandi emozioni. Il ticket d’ingresso, acquistabile solo alla biglietteria di piazzale dello Sport 16, è di 5,00 euro per i maggiorenni, mentre è gratuito per i minori e per le persone con disabilità certificata, e con un solo accompagnatore. I cancelli sono aperti già dalle ore 13 fino al termine della giornata ippica.Oggi è soltanto un handicap principale - di classe 2 secondo la nuova classificazione delle corse di galoppo italiane - ma il Premio Cascine ha conosciuto uno status di corsa di gruppo 3 negli anni Ottanta. Ad esempio nel 1984 questa corsa dell'autunno fiorentino fu vinta dal grigio Celio Rufo che battè di un'incollatura Donato Bramante, terzo il tedesco Stuyvesant, quarto Orano.
E' dal 1854 che l'apertura della stagione di corse dell'ippodromo di San Rossore è un momento importante per la città, la bellissima Pisa dei lungarni e della Piazza dei Miracoli. Il galoppo torna al Prato degli Escoli il prossimo 29 ottobre.La parte autunnale della stagione 2026/27 vede in programma 15 giornate di corse, delle quali 7 festive. Il montepremi a disposizione delle scuderie sarà di 1.254.360 euro.
Come in tutte le prime domeniche di ottobre, dal 1920 appunto a domenica, a Parigi si disputa l'Arc de Triomphe, classicissima del galoppo mondiale, mediamente seguita -giapponese più, giapponese meno, da un biliardino -inteso come misura numerica, non come calciobalilla-di persone grazie ai diritti tv venduti in decine di Paesi, ma anche in ventine o trentine, qualche volta compresa Mamma Rai che ormai, anche se ogni scarrafone è bello a mamma sua, si guarda bene e anche male dal trasmettere la maggior parte dei comunque improponibili eventi ippici di casa nostra, tipo, da Varenne in poi, il Derby di trotto che ha una dotazione, creata con soldi pubblici, superiore all'Amerique e all'Elitloop ma operatori a parte -e talvolta manco loro- nessuno due giorni dopo sa chi l'abbia corso e neppure chi l'abbia vinto.
Una corsa di gran fascino questo Arc 2026, domenica a Longchamp, crocevia del galoppo internazionale con presenze francesi, inglesi, irlandesi e dal Giappone per la corsa più importante al mondo. Si corre sulla più selettiva delle piste francesi, con quella curva in discesa, la falsa dirittura che chiama i cavalli ad uno sforzo anticipato, introduzione alla 'vera' dritta conclusiva, non lunghissima, 500 metri ma decisivi dopo aver cambiato spesso azione.
Il weekend più importante per l’ippodromo di Maia si apre sabato 26 settembre, con l’anteprima del Wine Festival e la festa degli Avelignesi che disputano il loro Gran Premio, e con con due prove principali riservate ai purosangue. Affascinante il Premio Steeple Chases, steeple di gruppo 3 che mette per la prima volta i novizi della specialità alle prese con il percorso “grande” comprendente la fence e l’oxer grande.
Vira verso la parte finale la stagione di trotto all'ippodromo Snai Sesana, con il convegno di venerdì che sarà seguito da due riunioni in ottobre. C'è da registrare per questo venerdì 25 settembre un cambio d'orario, con l'inizio delle corse anticipato alle 18.15 rispetto alle precedenti riunioni in pre-serale che erano alle 18.50.
Per me il primo fu Pigalle, nel "68, che, a 3-4 anni se i tuoi non ti portano a vedere il galoppo a San Siro, non ti resta che cercare i cavalli -non i fumetti- in tv e l'ultima domenica di settembre, supergulp, la Rai, sul Nazionale (e dove se no?) trasmetteva quelli che a un certo punto saltavano e qualcuno finiva a terra -mammamia- o per le terre ci mandava l'omino che lo cavalcava e si faceva la bua, ma gli altri (compresi quelli ormai senza omino) continuava al gran galoppo, verso il cielo, il traguardo e, mica potevo saperlo, l'impresa e la storia.






























