Quattro chiacchiere in salotto
C’è un cavallo nella Storia del Turf italiano che non è mai stato sconfitto da un rivale con la giubba bianca con croce di Sant’Andrea rossa. Federico nel Derby per andare sul sicuro gli aveva schierato contro tre ottimi portacolori. Uno dopo l’altro , furono seminati lungo la pista . Il nostro eroe concluse addirittura fermando e in tempo record : 2.27.1/5.
La squisita gentilezza di Marco Trentini mi ha permesso la disponibilità della bozza, sottolineo bozza, quindi leggermente modificabile eventualmente, dei rating che poi saranno ufficiali ( non quelli del Racing Post) della intera giornata del Derby che è andata in scena, come a tutti noto, il due giugno a San Siro.
Corso Francia , a Roma, è una futuristica arteria stradale ideata per supportare il traffico delle Olimpiadi del 60. Termina con una doppia sortita , una verso piazza Euclide e l’altra che sfocia su Viale Tiziano , lambendo lo stadio Flaminio , all’epoca appena ristrutturato dall’ingegner Nervi e ora in stato di abbandono. hi è stato !
Il Marchese Mario è stato un gigante del Turf, un uomo di assoluta cultura, un ambientalista convinto, un agricoltore e un viticoltore di rango assoluto e , ovviamente, un meraviglioso Signore di altri tempi ed insieme perfettamente a suo agio nel presente della sua esistenza. Ha gestito la carriera di Ribot ed ha inventato il Sassicaia ! A lui dobbiamo il meraviglioso ritratto di Federico e Donna LYdia nello splendido racconto "I Tesio come li ho conosciuti".
Divertiamoci , con il distacco ed il disincanto necessari. Dobbiamo questo piacere a Federico Raccichini che, indossato il casco da minatore, è sceso in profondità nel web e , scavando e poi ancora scavando, è riemerso con una serie di classifiche con tanto di rating e , alla fine, forse ha trovato quella più completa.
Cento anni ! Un secolo , tanto tempo. E’ quello che intercorre, convenzionalmente, tra la nascita ufficiale del Turf Inglese e quello italiano. Un ritardo in partenza penalizzante che , apparentemente, ci ha privato di una sorta di know how che è per sempre rimasto nella cultura di quella che chiamiamo la madre patria del Turf.
Breve spunto per una riflessione corale. In queste ultime stagioni ed in maniera sempre più reiterata vediamo correre sulle nostre piste sempre più cavalli importati già in allenamento, magari verso la fine della stagione dei due anni ma anche di quella dei tre. Sappiamo bene che un fenomeno del genere è conseguenza e non causa di una situazione che nel nostro caso attuale è determinata dalla mancanza quantitativa in primo luogo di cavalli per alimentare il circuito delle corse.
E’ ovvio, ogni anno nuovo che arriva ci porta in dono tutta una serie di anniversari da ricordare e non è necessario che siano 100 gli anni trascorsi. Per esempio lo scorso anno abbiamo ricordato, solo per fare un nome anzi due, i 90 anni dalla nascita di Nearco e i 70 dal primo Arco di Ribot ma hai voglia a trovare spunti, le date sono li apposta per essere manipolate a nostro piacimento . Diventano espediente narrativo per veicolare sensazioni , moti dell’animo .































