Meraviglia Branca, Piccola Piuma trionfa nelle Oaks
MILANO. La favola di una cavalla salita dagli handicap al trionfo nelle Oaks, Piccola Piuma, allenata a Cenaia da Stefano Botti, un trainer che sa come portare al massimo una cavalla nel giorno che conto. E la giubba di un proprietario, il livornese Riccardo Angioli, con quarant'anni di militanza ippica, i primi cavalli a ventotto anni e il trionfo nella massima prova femminile conseguito quattro decenni dopo, con una passione intatta ma con quell'equilibrio e la pazienza che si traduce in una massima sintonia con i programmi studiati dall'allenatore per quella figlia di Saxon Warrior (sire da distanze intorno ai 2000 metri) partita dagli handicap - a due anni vince il Castello Sforzesco - e dotata di coraggio.
Poi lui, il fantino, accolto da un'ovazione, quella di San Siro, al rientro al tondino dopo aver montato una corsa da maestro, mani ferme fino ai 400 finali, una corsa tranquilla, morbida poi le sue mani di velluto, quelle di Fabio Branca, per staccare di tre lunghezze il gruppo, Lady Evi e Lizzana, le prime delle battute.
Già, Fabietto, detto Harry Potter, una carriera sulle montagne russe, trionfi, cadute, stop e quella dichiarazione appena sceso di sella: "Venti giorni fa volevo smettere, adesso sono qui che ho vinto le Oaks. E' per questo che mi vedete particolarmente emozionato. Prima della corsa ero silenzioso, concentrato perché sapevo che Piccola Piuma poteva fare l'impresa. In settimana avevo detto a Stefano (Botti, l'allenatore ndr), dopo l'ultimo lavoro sui trucioli, che vincevamo le Oaks".
Genio e sregolatezza, Fabio, ma anche per questo amato dalla gente dell'ippica. Che sa anche rendere meriti a chi ha lavorato dietro le quinte. "Un grazie a Marta Matarazzo, che al mattino monta Piccola Piuma. Io ci sono salito solo nell'ultima settimana".
Il maghetto ha finalizzato il lavoro di tutto un team, con un colpo di bacchetta magica su quella infinita dirittura di San Siro.
Per la Oaks winner quinta vittoria in 7 uscite. Aveva vinto in handicap il 25 aprile al Visarno e poi replicato in condizionata a San Siro, vincendo di un'incollatura perchè quel giorno aveva seguito le tracce di un favorito che non era venuto avanti. Nel finale la rincorsa al leader, andandolo a prendere sul palo recuperando tanto. Prestazione che letta bene aveva fatto capire al proprietario, all'allenatore e al fantino che quella Piccola Piuma avrebbe potuto volare nella Corsa Rosa di una caldissima domenica milanese.



























