Con il Totip muore un po’ d’Italia.
PRIMA PAGINA del quotidiano ippico Lo Sportsman: <Addio alla schedina dei cavalli. Domenica 1 luglio l'ultimo concorso legato alle corse >. E' una notizia che dà il magone a chi ha superato gli 'anta' perché con il Totip se ne va un pezzo d'Italia.
Il Totip da quasi sessanta anni è stato il fratello minore del Totocalcio. Il quale nacque nell'immediato dopoguerra dalla geniale intuizione del giornalista Massimo Della Pergola, coadiuvato dai soci Jegher e Molo. Il Totip fu l'immediata conseguenza della 'nazionalizzazione' del Totocalcio.
Il concorso pronostici legato al calcio passò al Coni, di cui Giulio Onesti e Bruno Zauli erano presidente e segretario, quale strumento per finanziare tutto lo sport nazionale.
Un ippico, Mario Coccia, ideò l'adattamento dei fatidici tre segni 1-X-2 alle corse dei cavalli. Nacque la 'schedina gialla' . Consisteva in sei corse di trotto e di galoppo, i cui partenti erano appunto suddivisi nei gruppi 1, X e 2. Per ogni corsa c'era da indovinare l'accoppiata, ossia il primo e il secondo arrivato, e la colonna vincente si formava appunto con i gruppi di appartenenza dei cavalli primi arrivati. La prima maxi-vincita fu realizzata da Guido Berardelli, che poi sarebbe stato acclamato come il 'padre' dell'ippica moderna: otto milioni di lire, un colpo fantastico per gli anni della rinascita italiana.
La 'schedina gialla' ha avuto momenti di straordinaria popolarità con gli spot pubblicitari dei fratoni felici e vincenti e con la fatina Nancy Brilli. La sua agonia, purtroppo, è stata poi lunga e inesorabile. La società Sisal-Sport Italia di piani per farla decollare ne ha fatti a decine ma tutti sono rimasti nei cassetti soprattutto per la volontà dei cosiddetti Ministeri competenti. Dapprima si temeva che il Totip potesse fare ombra allo stesso Totocalcio, poi si paventò che il concorso dei cavalli facesse troppa concorrenza alle altre scommesse ippiche (a cominciare dalla Tris), infine, quando le corse in schedina erano passate da sei a sette, il Totip fu sepolto dalla miriade di nuovi giochi in circolazione (a cominciare dal SuperEnalotto, anch'esso gestito dalla Sisal-Sport Italia).
Il Totip è pronto per l'archivio dei ricordi. E' un peccato. Chissà, forse se qualcuno negli ultimi decenni avesse avuto un po' più di coraggio, l'Ippica avrebbe ora il suo strumento per essere competitiva nella galassia dei giochi e delle scommesse.


























