Derby-trotto a mano destra, un insulto allo sport
Prendo spunto dal referendum tra i lettori lanciato dal quotidiano Galoppo e Trotto per far conoscere l’opinione di Cavallo2000 sul trotto alle Capannelle. Le risposte al referendum sono scontate: il Derby, di galoppo e di trotto, appartiene a Roma e qualsiasi altra sede è solo una soluzione di ripiego; le corse a mano destra non piacciono a nessuno, nemmeno a noi; la nuova pista alle Capannelle sarà molto lontana dalle tribune e quindi la visibilità sarà pessima.
I problemi, a mio avviso, sono altri. Cominciamo dalle corse a mano destra. Tomaso Grassi, presidente di HippoGroup Roma Capannelle, non ha davvero bisogno che qualcuno gli dia lezione sul senso orario e antiorario. Non a caso, la sua famiglia vive di pane e trotto da più di un secolo (leggi ippodromi di Cesena e di Bologna). A lui e al suo staff si deve rimproverare, invece, di avere calato le carte troppo tardi e per forza, forse solo dopo che su Facebook erano comparse inequivocabili prove fotografiche dell’avvio dei lavori. A Firenze, comunque, il trotto all’ippodromo del Visarno è stato realizzato a mano destra e la cosa è stata accettata e digerita in apparenza senza grossi traumi.
Le categorie protestano, dunque, dopo aver scoperto che le corse saranno a mano destra. E’ un loro diritto, anche se corse siffatte sono, a quanto pare, un male necessario. Ma non è questa l’ennesima dimostrazione che l’Ippica italiana rifiuta a prescindere qualsiasi novità? Quando il galoppo decise di adottare le gabbie di partenza, ci furono mesi di critiche e polemiche da parte di proprietari e allenatori schierati contro il Jockey Club. E comunque il problema primario e angosciante per tutti non era la sparizione del trotto nella Capitale con la demolizione di Tor di Valle?
Ultima considerazione. In futuro il Derby-trotto sarà a mano destra se il progetto della pista andrà avanti senza modifiche. Ciò sarà un vero e proprio insulto allo sport. Il Derby in ogni Paese del mondo è la stella polare del galoppo e del trotto, ovvero il punto massimo, inamovibile della selezione. Da noi il Derby-trotto ne ha viste di tutti i colori: pista da 800 metri e in notturna a Villa Glori, distanza 2500 metri e poi 2100 metri, prima in notturna e poi in diurna a Tor di Valle, prima d’estate e poi d’autunno nella prima decade di ottobre, prima in prova unica (magari con 24 partenti) e poi batterie di selezione e finale…
Dia retta, ingegner Grassi, spieghi bene la vostra strategia. Per esempio, racconti come sarà organizzata la convivenza tra purosangue e trottatori, quale staff tecnico Capannelle avrà per il trotto, se e quanti lavoratori di Tor di Valle saranno salvati, quali principii hanno ispirato la progettazione del nuovo ippodromo…


























