Inigo e Jade: la storia infinita
Nell’arena della Global Champions League c’è un binomio che ruba l’occhio. E’ al di fuori, per ora, dai podi, ma totalmente dentro al concetto di un’equitazione che profuma di binomio vero. Si tratta del 21 enne Inigo Lopez de la Osa Franco, primo cavaliere in rappresentanza di Monaco nella storia del circuito Global Champions, e Jade, femmina 12enne ungherese (Cardento X Claudio’s Son). Potremmo anche presentarla come Jade Lopez de la Osa Franco perché è in famiglia da quando aveva tre anni e mai se ne andrà. Ecco come ne parla il suo cavaliere.
Chi ha scelto Jade?
“La storia è piuttosto curiosa. Qualche anno prima di acquistare Jade, mio padre aveva comprato una cavalla chiamata Gesa, sorellastra di Jade (condividevano la stessa madre). Con Gesa aveva ottenuto numerosi successi nei concorsi nazionali riservati ai sei anni, ma anche in gare internazionali. Gli piaceva così tanto che decise di cercare eventuali fratelli o sorelle. Durante la ricerca online, scoprì che c’era una sorella di Gesa, Jade, 3 anni, nata come lei in Ungheria. Contattò direttamente l’allevatore e, senza nemmeno andare a vederla di persona, la comprò subito”.
Quando l’ha vista per la prima volta?
“Ricordo bene quando è arrivata. Era piccola e magra, ma già allora una cavalla imponente. Me l’hanno presentata come "la sorella di Gesa". Siccome era ancora troppo giovane per iniziare il percorso sportivo, mio padre decise di mandarla in allevamento. Ha fatto alcuni puledri tramite embrio tranfert e poi è tornata da noi a cinque anni. L'ho trovata più in forma, aveva ripreso peso. Poteva affrontare i giovani cavalli con mio padre. Spettacolare come fin da subito saltasse con un’esplosività incredibile, molto più di quanto fosse necessario per quel livello. Infatti, per quasi tre anni ha fatto solo gare piccole, inferiori alla categoria prevista per la sua età, finché non ha imparato a dosarsi meglio sugli ostacoli. Però la sua potenza era evidente sin dai primi salti”.
Cosa faceva Íñigo mentre Jade affrontava le prime competizioni?
“In quel periodo io gareggiavo tra gli Juniores, prima con la nazionale spagnola e poi con quella del Principato di Monaco. Le gare da 5 e 6 anni, Jade le ha fatte tutte con mio padre. Successivamente, quando abbiamo iniziato a lavorare con Axel e Jos Verlooy, è stata affidata a Dimme D’haese, che ha cominciato a portarla in gare un po’ più importanti a 7 e 8 anni, arrivando fino a percorsi da 1,45 m. Poi abbiamo deciso di affidarla a Sergio Álvarez Moya. Con lui ha fatto grandi progressi e ha iniziato a gareggiare negli Stati Uniti, a Wellington, nelle categorie 1,50 m e 1,55 m. Successivamente, quando ho cominciato ad allenarmi con il campione olimpico olandese Piet Raijmakers, abbiamo deciso di riprendere Jade. Da lì ho cominciato a montarla nelle competizioni young riders”.
Quando l’hai montata per la prima volta? Che sensazioni hai avuto?
“Ho iniziato a montarla a metà del 2021. Io avevo 18 anni e Jade 9. Fin dall’inizio ho sentito un legame fortissimo con lei, non solo emotivo ma anche tecnico: una sintonia difficile da spiegare. È una cavalla con mezzi straordinari. Quando salti con lei, non hai mai la sensazione che un ostacolo possa essere troppo: sai che sarà sempre dall’altra parte”.
Quando è finita definitivamente sotto la tua sella?
“Dal primo momento in cui l’ho montata in gara. Ci siamo trovati così bene che da allora è rimasta nella mia scuderia. Nessun altro l’ha più montata in concorso. Ti dirò di più: l’unica persona oltre a me che la monta, è la nostra groom, Lianne. Anche con lei ha un rapporto molto speciale. Si adorano a vicenda”.
Che carattere ha Jade?
“Jade è davvero una cavalla speciale, dotata di un’intelligenza fuori dal comune, che emerge soprattutto in gara. Ha un galoppo molto ampio: all’inizio per me è stata una difficoltà, perché nelle linee corte dovevo imparare a lasciarle più spazio. Una volta capito questo aspetto, il resto è stato tutto in discesa. Ha mezzi straordinari, e saltare con lei è un piacere assoluto”.
Hai mai avuto difficoltà con lei, poi risolte con il risultato di un vero binomio?
“Sì, certamente ne ho avute. Durante il mio ultimo anno da young rider abbiamo vissuto un momento complicato. Eravamo entrati in una spirale negativa: io non riuscivo più a trovare le giuste sensazioni, e anche lei sembrava triste, quasi delusa. È lì che si è vista la sua intelligenza. Per fortuna, Marcel Delestre ci ha aiutati tantissimo a ritrovare la fiducia, sia io che lei. Grazie a lui siamo tornati a essere il binomio che eravamo sempre stati”.
Jade resterà sempre con Inigo?
“Non ti nascondo che abbiamo ricevuto delle offerte molto importanti per lei, ma le abbiamo sempre rifiutate. Anche se non è nata da noi, è arrivata così giovane che fa parte della famiglia. E resterà con noi. Se un giorno non sarà più in grado di gareggiare, tornerà a fare la mamma di nuovo”.



























