Cavalli abbandonati: nasce la mappa nazionale del rischio equino
SONO MOLTISSIMI i cavalli a fine carriera abbandonati a loro stessi o nei maneggi di periferia o semplicemente in prati recintati dove nessuno si prende più cura di loro. Si tratta per lo più di cavalli a fine carriera agonistica, cavalli anziani usati nei maneggi, ma anche cavalli di privati che con l’incombere della crisi economica non riescono più a seguire il proprio animale come vorrebbero. Decine le telefonate che in queste settimane sono arrivate al numero amico di AIDAA e alla scuderia Unicorno di Corciano (Perugia) da persone che segnalano cavalli tenuto in stato di semi abbandono o di cavalli a cui trovare una sistemazione perché i proprietari non sono più in grado di far fronte alle spese per il mantenimento e la gestione del cavallo stesso.
Il fenomeno che non possiamo definire come randagismo equino (quello è un altro fenomeno ed interessa per fortuna un numero abbastanza limitato di cavalli) è sviluppato prevalentemente nelle regioni del centro-sud Italia anche se non sono poche le segnalazioni che arrivano da regioni del centro-nord in particolare Lombardia, Emilia Romagna, Liguria e Piemonte. Purtroppo le singole associazioni non riescono a far fronte a tutte le richieste che con cadenza quasi oraria pervengono telefonicamente alle sedi sociali.
Il rischio più forte è che questi cavalli finiscano nelle mani di speculatori che li ritirano spacciandosi per emissari di associazioni più o meno note ed una volta venuti in possesso dei cavalli li rivendono per farli macellare. Esiste inoltre un altro rischio altrettanto elevato che riguarda prevalentemente i cavalli con alle spalle attività agonistica, questi possono finire nelle mani della malavita, specialmente al sud ed essere destinati alle corse clandestine, ovviamente dopo essere stati dopati.
Del fenomeno e delle sue possibili soluzioni AIDAA ed Unicorno si stanno facendo carico sia attraverso un lavoro di monitoraggio del territorio nazionale per far nascere una vera e propria mappa del disagio equino, sia per presentare successivamente questa mappatura all’apposita task force del Ministero della Salute. Della vicenda si parlerà anche il prossimo 10 settembre al convegno organizzato proprio da AIDAA e Unicorno a Città di Castello nel quadro dell’edizione 2011 della Mostra Nazionale del Cavallo a cui prenderanno parte importanti esponenti del mondo ippico e delle associazioni di tutela degli equidi.
”Il fenomeno del cattivo mantenimento dei cavalli a fine carriera è diffuso e non è certo da sottovalutare - ci dice Catia Brozzi responsabile nazionale dipartimento cavalli di AIDAA e presidente Unicorno - sono decine le segnalazioni che ci giungono ogni settimana e sui casi più urgenti ovviamente interveniamo subito laddove possibile, ma il fenomeno è diffuso e deve essere studiato a fondo”.
Ecco spiegata l’idea della mappatura del rischio. “Basta una segnalazione via email o via telefono – ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- in modo che possiamo nell’arco di qualche settimana avere una vera e propria mappa del rischio abbandono dei cavalli, ma anche di asini, muli e bardotti. Certo non riusciremo a rispondere a tutte le segnalazioni direttamente, ma sicuramente l’essere a conoscenza della vastità del problema ci aiuterà a farlo emergere e soprattutto a dare le giuste indicazioni per poterlo affrontare e magari risolvere”.
Per segnalazioni : gruppocavalliaidaa@libero.it
Per info 3926552051-3478883546


























