Finirà mai la strage di cavalli nelle feste di paese?
A NOI NON PIACE il giornalismo urlato. Ma ci sono circostanze in cui non alzare la voce equivale ad una dichiarazione di complicità. Allora lo diciamo chiaro e tondo: cos’altro deve ancora accadere prima di fermare quei trita carne di cavallo che sono le feste paese? Dopo quello che è successo a Calascibetta, in Sicilia, e a Pula, in Sardegna, cos’altro dobbiamo aspettarci oltre lo scannamento in presa diretta? Due feste paesane, due palii, due cavalli che a tutta velocità vengono scaraventati sulle punte acuminate di palizzate che dovrebbero delimitare il percorso e invece squarciano il torace alle due bestie. La tragedia è l’epilogo di una esecuzione annunciata.
A Calascibetta la Lav ha documentato il dramma e l’ha messo in rete (www.lavsicilia.it). Le immagini sono agghiaccianti. Ma è come se non fosse successo niente. Giusto il tempo di caricare in fretta e furia la povera bestia su un furgone per farla sparire e incidente chiuso. Non è successo niente. Non ci sono né colpe né responsabilità. Invece ne hanno i due aderenti alla Lav. Sono colpevoli di aver filmato il fatto. Vengono circondati, strattonati, gli vogliono strappare dalle mani la telecamera con cui hanno fatto la ripresa.
A Pula si replica: stessa scena, stesso scempio. Con una variante, però. L’Associazione Cavalieri di Pula è molto dispiaciuta. E con l’animo contrito annuncia che l’anno prossimo in palio ci saranno dieci mila euro, anziché i 6.500 di questa sfortunata edizione. Che dire? Quello che ci sarebbe da dire è già scritto nel codice penale. In questi giorni è diventata esecutiva l'ordinanza dell'On Francesca Martini sui pali. E' un'iniziativa lodevole e importante, che speriamo possa portare ad un reale miglioramento di una situazione che nuoce non solo ai cavalli e a quanti li rispettano, ma anche all'immagine di tutto il mondo ippico ed equestre. Occorre dunque mobilitarsi affinchè l'iniziativa assunta dall' On Martini serva davvero a qualcosa.

























