Io, trottatore mancato, vi racconto la mia storia
GENIU ZEN, trottatore nato nel 2003 e non qualificato per le corse, il 4 ottobre di due anni fa è stato “adottato” da Alfonso Pecoraro Scanio grazie all’intervento della Lav. Ora è nella fattoria La Cerreta in Toscana, dove fu trasferito per merito delle Giacche Verdi della Lombardia. A lui la parola.
“Carissimi amici di Cavallo2000, da Daniele il mio amico “umano” ho avuto notizie della nascita del vostro giornale e rassicurazione sul vostro impegno a rendere sempre migliore la vita di noi cavalli Ho pensato quindi che vi avrebbe fatto piacere conoscere la mia storia. Si tratta di una storia semplice, come quella di tanti miei simili che vengono al mondo con un destino preciso: essere cavalli da corsa.
“Mi presento. Sono un cavallo trottatore e dal mio nome Geniu Zen gli esperti del settore capiranno subito la mia età (quattro anni). Sono nato in un allevamento del Piemonte e la mia infanzia è passata nella più assoluta tranquillità. Certo sapevo (anche tra noi cavalli, seppure in modalità diverse dalle vostre, le esperienze degli anziani vengono trasmesse alla generazione successiva) che un giorno le cose sarebbero cambiate. Poi quel giorno è venuto ed è cominciato con un viaggio lunghissimo che, in pratica, mi ha fatto traversare l’Italia. Forse voi non ve ne rendete conto, ma per noi cavalli, abitudinari e un po’ sospettosi di fronte alle novità, viaggiare è sempre un evento faticoso. Dopo un tempo che non so definire, sono arrivato a Napoli ed è cominciata la mia nuova vita. Intorno a me sentivo un clima di grande speranza, di attesa per un qualcosa che non sapevo definire.
“Non volevo deludere quelle attese e così mi sono impegnato a fondo cercando di capire che cosa si voleva da me. Non è una cosa facile, per un giovane cavallo inesperto di tutto, cercare di interpretare i vostri segnali, però, ve lo garantisco, io ce l’ho messa tutta. Anche quel giorno che sono andato a correre in una grande pista. Lo avevo capito che era una prova importante, ma credetemi, il mio cuore, i miei polmoni e le mie gambe non potevano proprio fare di più. Forse oggi, con la potenza che ho raggiunto crescendo, potrei fare molto meglio, ma allora i miei mezzi erano quelli e io li ho usati al massimo. Sono rientrato contento del mio lavoro e invece mi ha accolto un muro di scontentezza. Erano cambiati gli sguardi, così come nuovamente cambiarono i ritmi della mia giornata.
“Poi una nuova partenza. Quando mi accorsi di essere tornato a casa, all’inizio ne fui felice. Ma anche qui il clima non era più quello di una volta. I miei allevatori, ma anche i miei simili, mi osservavano con aria preoccupata: insomma nessuno sapeva cosa fare di me, né quale sarebbe stato il mio destino. Poi sono nuovamente venuti a prendermi e quella volta, lo confesso, nel partire ho sentito dentro di me una grande angoscia. Gli uomini che si occupavano di me erano però molto sereni e gentili. Mi hanno fatto riposare dal viaggio in un bellissimo parco e dopo qualche tempo siamo nuovamente partiti.
“Ancora un lungo viaggio e ad accogliermi all’arrivo tanta gente sorridente. Sembrava una festa ed io ero al centro dell’attenzione. Hanno firmato delle carte, mi hanno offerto carezze e carote, insomma stavo quasi per cominciare a rilassarmi quando…mi hanno fatto di nuovo risalire sul van. Oggi a due anni esatti da quel giorno e con la consapevolezza che ho acquisito, ve lo posso dire: per un attimo non ho capito più niente e mi sono sentito perduto. E’ stato con questo stato d’animo che sono arrivato alla “Cerreta” e ho incontrato Daniele. All’inizio non è stato facile. Faticavo molto ad accettare la sua proposta di una relazione fatta d’amore e di rispetto.
“Non mi fidavo. Poi piano piano con pazienza mi ha insegnato a conoscere il vento, a ritrovare, insieme ai miei simili, i giochi dell’infanzia, a considerare lui come un amico con il quale è divertente andare a fare una galoppata (anche noi trottatori sappiamo galoppare all’occorrenza…) nei prati. Per questo vi ho scritto per dire, a lui e a tutti quelli che (ora lo so) si sono dati da fare per “inventare” per me questa nuova vita, che sono un cavallo felice.
Racconto raccolto da Maria Lucia Galli

Daniele Mazzanti e Geniu Zen alla Cerreta



























