La Trenno attacca l'Unire: L'ippica merita rispetto.
FRANCESCO RUFFO, manager della Trenno, la mattina di venerdì 10 agosto a Montecatini, in occasione della presentazione del gran premio di trotto al Sesana, ha avuto parole di fuoco sull’Unione Nazionale Incremento Razze Equine (Unire), che è il massimo ente dell’ippica. “L’Unire – ha detto Francesco Ruffo – ha un ruolo istituzionale e di governo che merita rispetto, ma questo rispetto l’Ente lo deve anche a tutti gli operatori dell’ippica. L’Unire deve essere un ente responsabile, consapevole del prezioso carico che sta trasportando e del momento in cui lo sta trasportando. E invece registriamo una globale insensibilità, per esempio a proposito della questione di un eccessivo affollamento del calendario. Prendiamo il nostro gran premio di Montecatini, che si correrà a Ferragosto e sarà valido per la World Cup. E’ un avvenimento importante nel panorama internazionale. Ciò nonostante l’Unire ha consentito che fosse aperto ai cavalli internazionali e posticipato il GP Riccardo Grassi e che fosse spostato il Premio Due Mari a Taranto,che si corre tre giorni prima di Montecatini. Senza contare gli altri eventi nazionali (tanto per dirne uno, venerdì 17 agosto ci sarà la finale del Superfrustino a Cesena) e la concorrenza delle altre Nazioni europee. L’Unire continua a non saper dire di no e a preferire la linea “a noi basta che voi ippici siate tutti d’accordo”. Io credo che sia il momento di una svolta nella gestione politico-istituzionale dell’ippica. I ruoli devono essere assegnati, l’Unire non può adbicare al suo compito istituzionale e di governo”.
“L’insensibilità dell’Unire – ha proseguito Ruffo - si è registrata anche in occasione di Lady Europa quando l’Ente ha negato a Montecatini la possibilita’ di assegnare il titolo europeo delle amazzoni. In qualsiasi organizzazione, chi gestisce deve avere la forza di saper scegliere. Quando da Roma ci si sente rispondere “Agli altri ippodromi cosa dico?” perché non si ha la sensibilità di salvare un Campionato Europeo, è inevitabile che si sentano amareggiati non solo gli operatori delle società di corse come siamo noi, ma anche i proprietari e tutti coloro che vivono e lavorano con passione nel mondo delle corse”.
“Dall’Unire in questo momento difficile della nostra ippica – ha concluso Ruffo – tutti si aspettano soprattutto un progetto. Ma un progetto con delle scelte ben definite. Basta con il dire semplicemente “l’importante è che siate tutti d’accordo”. Ci sono esigenze e realtà che impongono chiarezza nelle idee e nelle strategie”.


























