Lega Ippica: Sapevate che i Ministeri
si ricattano tra loro?
IL COMITATO PRE-LEGA Unione Ippica Italiana comunica: "L'abbiamo già detto più volte ma, visti i tagli cui il settore si vedrebbe costretto per andare avanti, ci corre l'obbligo di tornarci sopra. Nel recente decreto, quello definito martedì scorso a Padova una “zozzeria”, di fronte ad operatori e giornalisti, dal Ministro Catania, è prevista una drastica diminuzione delle giornate di corse (971 per il trotto e 443 per il galoppo nell'arco dei prossimi tre anni) per far fronte alla mancanza di fondi da destinare a montepremi, visto che parte di quei soldi dovrà servire, secondo il documento, a pagare il secondo semestre 2012.
Ma la cosa più scandalosa e grave di tutto ciò è che l'organico del carrozzone, di fronte al taglio dell'attività, resta lo stesso e, soprattutto, sarà comunque il settore stesso a doverlo mantenere. In sostanza, nel 2015 i costi dell'apparato, ivi compresi, quindi, antidoping, giurie e quant'altro, sarebbero, per ogni giornata di corse (badate bene, solo i costi, senza comprendere il montepremi) di circa 50 mila euro. Di questo passo ci ritroveremo come un ristorante con venti camerieri per quattro tavoli...
Ma, a proposito del decreto, nella sua ultima tappa del tour elettorale in giro per l'Italia, il ministro Catania è stato ancora contestato dagli ippici: questa volta, così come aveva fatto a Cuneo, il ministro si è concesso per uno scambio di idee con i manifestanti e ciò che ha detto, francamente, ci ha lasciati ancora una volta attoniti. Giorni fa aveva detto che la colpa del disastro ippico era del Mef, poi ha trasferito le responsabilità sulla Lega Ippica e, poi, ha ammesso di aver firmato il decreto senza averlo letto.
La sua ultima “verità”, quella confessata ieri e che è documentata dai filmati realizzati dai manifestanti, è che avrebbe firmato quel decreto sotto ricatto del Ministero delle Finanze e di Aams, una dichiarazione, oltre che gravissima, assolutamente mendace, perché il Decreto è del MIPAAF e ci risulta sia stato redatto dal dottor Vaccari con l’ ausilio del dottor Ruffo e del Dirigente preposto all’ufficio Legislativo del Ministero. Il nostro prode firmerebbe atti su carta intestata del proprio Ministero senza conoscerne il contenuto? Il Ministero delle Finanze arriverebbe a “taroccare” la carta intestata di un altro Dicastero? La prossima volta a chi darà la colpa? A qualche alieno sbarcato da Marte o ad un soggetto sovrannaturale? Il Ministro, poi, è tornato sull'argomento gestore unico, affermando anche di essersi incontrato con esponenti del Pmu: ma perché non ne ha mai parlato? Perché ha fatto sempre tutto in gran segreto senza comunicare i propri progetti e le proprie idee esponendole ai diretti interessati? Come pensava di gestire i quattro anni residui di concessione degli attuali operatori che, lo ricordiamo, sono centinaia? Con quale procedura comunitaria pensava di assegnare ai suoi (ma soprattutto del dottor Ruffo) amici francesi il monopolio della raccolta delle scommesse ippiche in Italia? E a fronte di quali benefici certi? Sono domande banali, ma la fantasia del Ministro nel partorire risposte ci lascerà certamente esterrefatti anche questa volta!
Chi, invece, le proprie idee le ha esposte è la Rappresentanza Unitaria: dopo la proclamazione di uno sciopero che nessuno voleva fare e nessuno avrebbe fatto, l'incontro del prossimo 28 febbraio al Mipaaf (ma per fare cosa, con un ministro che ogni giorno dà una versione diversa dei fatti?) ha salvato la faccia ai vertici delle associazioni, che hanno potuto pronunciare il più classico dei “contrordine compagni!”. Ma, tra le intenzioni espresse in quel documento firmato dal dottor D'Alesio, dall'onorevole Masini e dagli altri esponenti delle associazioni, c'era anche quella in cui si esprimeva la ferma volontà di rinunciare a presenziare al tavolo del Mef del prossimo 22 febbraio. Cambieranno idea anche questa volta? Il tempo è galantuomo...


























