''Potenza'' e pony, anche l'AIDAA nel coro dei no
CATIA BROZZI, responsabile del settore cavalli dell'AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente), ha inviato la seguente lettera ad Andrea Paul Gross e Giuseppe Brunetti, presidenti della FISE Nazionale e della FISE Lazio, all'on. Francesca Martini e al sen. Antonio Tomassini:
"Apprendiamo con dissapunto e sgomento, grazie all'agenzia di stampa Cavallo2000, che la Federazione Italiana Sport Equestri ha introdotto una nuova categoria di potenza riservata ai pony e che, in occasione di RomaCavalli, salone internazionale dell’equitazione e dell’ippica che si terrà alla Fiera di Roma dal 7 al 10 aprile,ne ospiterà una gara.
"La nostra Associazione è attenta al benessere e cura dell’animale, e del cavallo nello specifico, e non comprende le ragioni dell'inserimento di questa disciplina, che, come noto, è stata già da tempo abolita in altri Paesi, più attenti al benessere del cavallo.
"Non possiamo esimerci dal rilevare che la gara di potenza comporta un esercizio gravoso e traumatico per i cavalli, i cui arti vengono sottoposti ad uno sollecitazione senza pari, e che rapportare detto impegno psicofisico al pony, costretto ad affrontare ostacoli di mt, 1,50 a fronte della sua altezza massima di mt. 1,48, è indice di poca considerazione per il benessere dell'animale
"Non è questa la sede per esaminare i risvolti medico-veterinari delle lesioni e delle conseguenze sul piano clinico che la gara di potenza può causare al cavallo/pony, né tanto meno ne abbiamo la competenza, ma è nostro precipuo dovere come Associazioni animalista, proporre un confronto ufficiale con tutti gli interlocutori coinvolti ed interrogarci sulla effettiva necessità di continuare a promuovere e sostenere questo tipo di gare e sulla opportunità di indirizzarvi anche giovani cavalieri.
"I pony vengono infatti montati daibambini e dai ragazzi che al massimo hanno 16 anni: il messaggio che viene trasmesso ad un bambino che affronta questa “disciplina” di potenza non è educativo né ludico nè sportivo, perchè la potenza mortifica l'agonismo nella sua accezione sana di sinergia tra cavaliere e cavallo che, solo nel rispetto dell'animale, delle sue attitudini e potenzialità può trovare una giustificazione accettabile. %%newpage%%
"Ci viene riferito che il muro di circa mt 1,50 “è meno duro perché ricoperto di materiale morbido”: detta circostanza tuttavia, non esclude che gli arti del cavallo dopo il salto non subiranno sofferenze o traumi ma garantisce unicamente un dolore di entità più lieve al binomio nel caso di caduta sul muro, ovvero nel caso in cui il cavallo lo colpisse con gli arti!
Alla luce di quanto sopra, Aidaa è seriamente intenzionata ad aprire un confronto sulla necessità di promuovere il benessere ed il rispetto del cavallo anche durante le manifestazioni sportive, promovendo nel frattempo anche
nei ragazzi, che saranno il futuro dell’equitazione italiana,la cultura del benessere e dell’amore per il cavallo all’interno del binomio uomo-cavallo.
"Nel corso della presentazione dell’Edizione 2011 di RomaCavalli tenutasi lo scorso 30 marzo, infatti, sia il promotore della Fiera, Sig. Badi, sia il sub commissario dell'UNIRE Dott. Ruffo della Scaletta, hanno dichiarato che il tema del benessere del cavallo rivestirà un ruolo centrale nel corso di tutta la manifestazione ed hanno sottolineato l'importanza di promuovere il mondo degli sport equestri che, dando lavoro a tante famiglie, appresenta un importante settore della nostra economia".
"In conclusione ci chiediamo quale sia il senso di consentire lo svolgimento, proprio all’interno di una fiera che ha apertamente sposato il tema del benessere del cavallo, una gara che non ha nulla ha a che fare con il benessere fisico del cavallo, inducendolo a compiere sforzi al limite delle proprie possibilità, nonché di mostrare ai bambini ed ai ragazzi l'animale esclusivamente come potenza?
"Da ultimo, ci chiediamo, per quali ragioni il nostro Paese retrocede anziché evolversi imitando l'esperienza degli altri Paesi, nello sviluppo di una amorevole e consapevole coscienza etica ed etologica che sappia realmente tutelare e rispettare il cavallo?"

























