Riabilitazione equestre, il Centro Di Capua si rinnova
VENERDI’ 12 DICEMBRE (ore 11.30) a Milano il Centro Vittorio Di Capua dell’ospedale Niguarda inaugurerà le sue nuove strutture: aree coperte, logistica cavalli, box, campi terapia. Saranno presenti: Giulio Boscagli (Assessore alla Famiglia - Regione Lombardia), Pasquale Cannatelli (Direttore Generale A.O. Niguarda) e Lodovico Doria Lamba (presidente Associazione Amici Centro Vittorio Di Capua).
Il Centro Vittorio Di Capua dell’Ospedale Niguarda da oltre 25 anni è punto di riferimento importante nell’ambito della riabilitazione equestre oltre a essere l’unico centro in Europa ubicato in una struttura pubblica; nei giorni scorsi è stato insignito dal Comune di Milano dell’Attestato di Benemerenza Civica.
L’operare in un contesto multidisciplinare come il Niguarda ha consentito all’èquipe medico-riabilitativa, oltre alle usuali indicazioni clinico-terapeutiche, di impiegare la riabilitazione equestre per il trattamento dei bambini affetti da deficit di attenzione, associato o meno ad iperattività (ADHD). Il deficit attentivo costituisce un sintomo spesso riscontrabile, in età evolutiva, anche nei disturbi pervasivi dello sviluppo, nella depressione, nel disagio per esperienze traumatiche di abuso, nel disagio per atteggiamento educativo incongruo e nel disagio per contesto sociale svantaggiato o modelli sociali e familiari incongrui. E il cavallo è in grado di contenere l’iperattività e di migliorare il livello di attenzione nei bambini affetti da questo disturbo.
Un altro utile impiego è quello relativo al trattamento degli ustionati e amputati degli arti inferiori; è noto infatti (da studi neurofisiologici ormai decennali), che il passo del cavallo riproduce fedelmente il passo umano. Per questo è in grado di fornire stimoli propriocettivi validi al fine di abbreviare i tempi di protesizzazione degli ustionati e amputati.
In entrambi i casi l’obiettivo terapeutico è quello di favorire lo sviluppo delle funzioni adattative del soggetto trattato, rendendolo protagonista attivo della propria riabilitazione e non solo fruitore passivo di azioni considerate terapeutiche.
I progetti riabilitativi sono condotti in stretta collaborazione con la S.C. di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (per quanto riguarda l’ADHD) e con la S.C. di Chirurgia Plastica e Centro Grandi Ustionati nel caso degli amputati.


























