SIRLAD amatissimo campione
San Siro , un mercoledì lavorativo di inizio aprile 1978. In quasi 15.000 riempiono completamente le tribune di Vietti Violi ed anche il parterre , steccato compreso. Il turf italiano è pienamente nell’immaginario collettivo.
Il popolo dell’ippica affolla la Scala del Turf per assistere al rientro, dopo inverno che segna il passaggio dai tre ai quattro anni, del Campione amato, che rapisce il cuore e fa sognare. Sirlad prova in vista della trasferta di fine mese a Longchamp per disputare il Ganay.
Quel pomeriggio è davvero emblematico della Golden Age del nostro galoppo, una delle tante Golden Age che hanno saputo coniugare passione con grandi risultati. Sirlad è altrettanto emblematico della eccellenza di cui è capace il nostro allevamento ma direi tutto il fenomeno galoppo in quegli anni.
Sono le stagioni anche di Carlo Vittadini e Carlo D’Alessio, sono gli anni dei primi trionfi inglesi di Luca Cumani. L’onda lunga del nostro galoppo meravigliosamente mercuriano, nei formidabile anni 70, ci regala , peccando in difetto, Campioni come Ortis, Bolkonsky, Grundy, Patch, Orange Bay, Mansfeld, Le Moss, Valeriga, Tolomeo, giusto per far riemergere i vostri ricordi cosi da aggiungerne altri , eccome.
Sirlad è stato davvero un fuoriclasse, ha saputo dire di noi , varcando l’oceano, nel contesto elitario al massino del turf made in Usa. Quanti campioni meravigliosi sono stati frutto della nostra Cultura e del genio dei nostri allevatori!
Sirlad è stato allevato ed è appartenuto alla Tesa , all’epoca versione Oddino Pietra. Un blasone che , successivamente ed ancora oggi, è tenuto altissimo dalla famiglia Franchini e per più generazioni. Il figlio di Bold Lad, quello americano, è stata una delle tante straordinarie creazioni mirabili di Gaetano Benetti, del mio amico Gaetano che ha saputo raccogliere , senza soluzione di continuità, il testimone aureo di papà Mario . Insieme hanno scandito il divenire di un sessantennio di grande turf italiano. Di loro , con l’aiuto di Andrea , figlio di Gaetano, narrerò molto presto .
Alle spalle o alle origini di ogni Campione ma possiamo ben dire di ogni cavallo, c’è l’ingegno, lo studio , la applicazione , la Cultura , sissignori, di chi intuisce, disegna , immagina l’incrocio ed i suoi effetti. Un ruolo che in talune circostanze si sublima intellettualmente fino alle vette assolute di Donna Lidia e di Federico.
La loro scuola , il loro input ha trovato tanti continuatori di livello assoluto anche nel nostro Paese. Come il mio amico Eugenio Colombo, il geniale “inventore” di Sirlad. E’ a lui che dobbiamo l’incrocio che realizzò con il consenso ovviamente di Oddino Pietra.
Eugenio, “Colombino” per tutto il mondo, possiede quel sesto senso che consente a chi ne è dotato di andare oltre al foglio di carta pieno di nomi che costituiscono un pedigree. Questa dote si deve, per forza , sempre accompagnare alla volontà e allo studio continuo di forme, linee materne, paterne, incroci di successo che si possono forse ripetere. Allevare è una scienza, lo ha dimostrato il Senatore. Tutti abbiamo studiato persino sulle tavole del Bobinski, fondamentali, tanti sono stati capaci di decrittare a posteriori la evoluzione della specie e ce ne hanno reso edotti con i loro scritti. Pochi hanno il dono della creatività… senza far torto a chi non cito e chiedendo perdono, perché meriterebbero tutti ampia citazione, penso immediatamente , solo per fare un nome che immagino condiviso , ad un gigante come Enrico Arcari , del quale io come Franco Castelfranchi siamo stati allievi quotidiani per più lustri indimenticabili ma che tanti possono dire di aver vissuto traendone splendidamente spunto per costruire i loro campioni .
Dobbiamo molto ad Enrico Arcari , mi da gioia il ricordarlo sia pure in un mondo che sempre più è senza memoria. Colombino appartiene a quella ristretta cerchia di sapienti creatori di pedigree , in lui poi si è sempre di più affinata anche quella dote particolare che è rappresentata dal saper individuare il cavallo da poter vendere o acquistare. Il primo che ha venduto con successo fu Bacuco alla fine della sua carriera di corse. Come fece , mediando le vendite, ad esempio con Tony Bin oppure con Falbrav , Dionisia, Rakti e tanti altri fino a Klaynn. Ha sempre avuto un ottimo rapporto con il turf nipponico , quindi con casa Yoshida. Ha lavorato anche con Daniel Wildenstein, non solo mediando ma anche creando, ad esempio All Along della quale progettò il pedigree, cosi come per Grease e non solo, per Carlo Chiesa, oppure Raga Navarro e Miocamen per casa Borghi. Giusto per fare alcuni nomi tra i tanti , ricordati nella sua pagina web.
Tra le ultime creazioni c’è anche She Feels Pretty, appena eletta miglior femmina in erba negli Eclipse Award. Per conto della signora Virginia Payson scelse Karakontie per Summer Sweet , cosi da dar vita al nick tra Northern Dancer e Royal Charger , un doppio Nearco si ma anche trovando l’apporto in sezione interna di un doppio ritorno di Royal Charger ma anche di Mr Prospector. Gli è andata bene perché ci vuole anche fortuna, ovviamente.
Veniamo adesso davvero a Sirlad, partendo dalla sua genealogia . Per il Bold Lad americano , Eugenio scelse Soragna in modo da creare un outcross e un incrocio che univa le qualità classiche di Soragna con la brillantezza di Bold Lad e , se vogliamo, incrociando una sorta di meglio della produzione della famiglia Phipps , linea paterna, con quella materna storica italiana, De Montel – Verga ( Orvieto, Macherio, Ortello ed anche Orsenigo, la creazione gigantesca di Luigino Regoli ). Bold Lad, nick classico Nearco ( via Nasrullah – Bold Ruler) Princequillo, vantava , tra l’altro, carriera super , soprattutto a due anni dopo di che si infortunò ma poi seppe vincere anche il Metropolitan handicap mentre a due anni mise insieme Hopeful, Champagne, Sapling , Futurity e non solo. In razza oltre a Sirlad meritano citazione alcune femmine di rango come Bold Fascination ( Poule e seconda nel Foret), Marble Arch ( Flying Childers e seconda nelle King Stand), Gentle Toughts ( Cheveley Park).
Soragna era espressione di una linea materna italianissima e di grande risalto che si può ricondurre a Signa, allevata da De Montel, ovvero la madre di Sernaglia e Staffa, sorelle piene. Staffa fu allevata dalla Ticino di casa Verga , della quale era consulente appunto Enrico Arcari che poi inventò anche Molvedo. Vinse le Oaks ma soprattutto diede Sedan ( Derby, Repubblica, Italia, Milano e Jockey Club) ed anche i più che validi Sealieau e Sion nonché Staffarda che sarà la madre di Stratford ,tutte Ticino , che Federico Regoli portò alla vittoria del Milano e del Preis Von Baden Baden. Da Staffarda anche Scilla , madre degli ottimi Stalag e Sorella Luna . Torniamo a Sernaglia che è quella che ci interessa perchè terza madre di Sirlad ma anche prima madre di Serov, laureato di Italia, e Sir Orden che svettò dal Primi Passi fino alla Coppa d’Oro , casa Gi.Bi ovvero Giuseppe Barbieri, grande allevatore e proprietario tra la fine della guerra e la fine degli anni 70. A lui di deve , ad esempio, Gay Lussac. Sernaglia è anche madre di Savigny ( Mistral) seconda di Primi Passi, Bimbi ed Eupili ma anche madre di Soragna , allevata Ticino, il cui padre Enrico Arcari scelse in casa : Orvieto, il Macherio che fu terzo nel derby di Botticelli ma vinse il Gran Criterium. Soragna fu una Oaks winner ed anche terza nell’Italia e nel Milano.Non è soltanto la madre di Sirlad ma anche di Sortingo , il Petingo che Gaetano Benetti portò alla vittoria nell’Italia e nel Milano ed al posto d’onore nel derby dietro Elgay.
Siamo finalmente a Sirlad , alla cui precedente analisi del pedigree aggiungo solo la sequenza dei nonni materni : Orvieto, Mistral, Orsenigo, Ortello ovvero un superbo concentrato di produzione De Montel virata dalla Ticino. Gaetano Benetti ha gestito Sirlad da imbattuto fino alla fine della carriera dei tre anni. Tutti sognammo e gioimmo dinanzi alle gesta del saurone : tre vittorie a due anni, quattro a tre anni. Vale a dire il Criterium Nazionale ed il Gran Criterium a due anni con vittima sempre l’eccellente Capo Bon. A tre anni, insieme a Filberto, davanti all’eccellente Stateff, e Merano, seguono le due perle assolute che hanno fatto emozionate ogni autentico appassionato .
Il Nastro Azzurro per dispersione, nove lunghezze ufficiali ancora su Capo Bon, con Tonino Di Nardo che si gustava ancora meglio il trionfo. La dirittura di Capannelle fu soltanto il prologo del meraviglioso pomeriggio di San Siro, nel giorno del Milano , concluso da vincitore dopo epico duello con Infra Green, straordinaria campionessa che era già venuta a vincere il nostro Jockey Club ma che aveva nel suo palmares il pieno risalto nel Ganay, con Ivanjica terza, posizione che occupò un anno dopo nella stessa corsa al seguito di Arctic Tern ed Exceller. In bacheca anche il Chloè, l’Astartè e il Malleret.
Fu uno spettacolo esaltante, un duello fenomenale , con record della pista di allora sui 2400 metri : 2.26.1/5. Sul palo quasi una lunghezza per il portacolori della Tesa e ideale timbro sul passaporto che autorizzava viaggio verso Ascot, destinazione King George. Bisogna avere fortuna nella vita, in quel momento Sirlad non la ebbe. Una schinella maledetta lo costrinse al forfait. Riposo e appuntamento appunto a quel mercoledì dal quale siamo partiti. Da San Siro a Longchamp per i 2100 del Ganay. Terzo dopo aver lottato con Trillion , alla fine cedendo anche a Monseigneur ma davanti a gente come Balmerino, Carwhite e Kamicia. Prestazione che valse un 123 di rating europeo. Successiva tappa logica il Milano. Dimentichiamolo, quarto ( vinse Stuyvesant) , emersero problemi forse di respirazione , fu decisa la vendita, destinazione USA, la terra del padre.
Il Campione dei nostri sogni iniziò un’altra vita e , seppure, lontano ancora una volta infiammò i nostri animi. Fu negli States che Sirlad seppe confermare a pieno il suo eccezionale valore e tutti capimmo che solo la sfortuna lo aveva privato di un successo di grande rilievo in Europa. Risalto pieno nel Sunset Handicap e nel Bel Air Handicap, sotto la regia di Charly Whittingham. Il 24 giugno del 79, a cinque anni di età, il suo Zenith che si unisce agli altri allori americani : il fantastico testa a testa , nell’ Hollywood Gold Cup sui 2000, con il fuoriclasse universale Affirmed . Lo costrinse alla frusta e quasi alla foto. Mezza lunghezza sul palo, la sua prestazione più esaltante , una carriera che forse ci appare ancora oggi , a distanza di quasi 50 anni, ancora incompiuta. Solo un rammarico, da inguaribile appassionato : peccato che sia avvenuta cosi lontano dalle schiere di appassionati che lo hanno sempre amato. Avremmo tutti voluto esserci. Ah meraviglioso indimenticabile CAMPIONE !




























