Stati Generali dell'ippica, la relazione di Romanet
E’ DURATA quasi due ore l’audizione di Louis Romanet che a Roma, nel primo pomeriggio di mercoledì 11 febbraio, ha partecipato al dibattito nazionale sui “guai” dell’ippica italiana nell’ambito dei cosiddetti Stati Generali voluti dal ministro dell’agricoltura Luca Zaia.
Romanet è nell’ippica da sempre. Ricopre attualmente la carica di presidente dell’International Federation of Horseracing Authority ed è direttore generale nonché “ministro degli esteri” di France Galop.
La sua esposizione, prevalentemente in lingua francese, è partita da una disamina della situazione dell’ippica nel mondo, all’interno della quale egli ha sostenuto la necessità di incoraggiare il carattere internazionale delle corse e di fare in modo che ci sia un’uniformità di regolamenti, sia per quanto riguarda l’antidoping che il controllo della qualità dei cavalli e delle corse.
Romanet ha inoltre sottolineato come la scommessa sia fondamentale per le corse e come, essendo queste connesse con l’allevamento e con l’agricoltura, non possano essere tassate come un qualsiasi altro tipo di gioco o concorso pronostici. Occorre quindi che ogni Stato si muova in difesa di questo specifico mercato, che in Francia, nei suoi aspetti più strettamente agricoli, è uno dei settori in grande espansione. “Lo Stato – ha affermato Romanet – deve consentire alle corse ippiche di battersi ad armi pari con gli altri giochi”.
Entrando più nello specifico della nostra situazione, Romanet ha sottolineato come l’ippica italiana, che era leader fino a vent’anni fa, abbia subìto un progressivo deterioramento dovuto, a suo avviso, all’abolizione degli enti tecnici (o meglio al loro accorpamento nell’Unione Nazionale Incremento Razze Equine), alla perdita da parte dell’Unire del controllo sulle scommesse ippiche, alla mancata presenza di esperti nel Consiglio di Amministrazione dell’Unire e infine all’alternarsi alla guida dell’Ente di troppe figure che hanno reso molto complicato, tra l’altro, il rapporto tra l’Italia e le altre Nazioni.
L’ippica francese, ha ricordato Romanet, nel 1990 aveva il 53,3% del mercato delle scommesse e poi è andata calando fino al 2002 (21,7%), anno in cui si è registrata una inversione di tendenza (24,3% nel 2007 con il PMU in continua ascesa) dovuta all’aumento della percentuale che torna agli scommettitori per cui egli non esclude che con adeguati provvedimenti lo stesso fenomeno possa verificarsi anche in Italia.
A proposito della lotta al doping, Romanet ha sottolineato come il problema in Francia sia ritenuto di assoluta importanza sì da indurre lo Stato a creare la cosiddetta Police des Jeux (la polizia dei giochi) e da venir affrontato con la massima professionalità da parte di veterinari, commissari, funzionari, giudici e addetti ai lavori di ogni livello.
Romanet ha concluso dichiarandosi disponibile a fornire all’ippica italiana, al Mipaaf e all’Unire ogni forma di collaborazione fosse ritenuta ulteriormente necessaria.
Le audizioni di esperti stranieri (aperte a tutti e non a porte chiuse, come in un primo momento era stato stabilito) proseguiranno nei giorni di lunedì 16 e martedì 17 febbraio, sempre a Roma presso la sede del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali in via 20 Settembre.



























