Sulle orme di Sparky
Il cavallo che mi ha cambiato la vita si chiamava Sparky, anzi, io la chiamavo così, come era scritto nel suo passaporto anche se in realtà il suo nome indicava la sua genealogia. SPARKY ANTO LAD, ha avuto una vita intensa, non felicissima… così come capita spesso a questi quadrupedi di grande empatia. Ironia del destino nacque vicino a casa mia poi girovagò qua e là tra una regione e l’altra, per poi tornare poco distante da dove nacque… e dove poi morì. Quando la incontrai le mancavano almeno 200 kg di peso, era zoppicante e bolsa.
Io e Sparky ci incontrammo casualmente, in un centro dove mi ero recata con una amica per conoscere il suo cavallino. Mi intenerì. Il nostro primo incontro fu fulgorante: mi venne incontro e appena mi raggiunse (era in paddock con il cavallo di questa mia amica), si appoggiò con la fronte al mio petto, in cerca di conforto. Successivamente andai in quel centro diverse volte a vedere come stava quella Quarter Horse, ed a assicurarmi che fosse ancora lì e non magari ceduta a qualche commerciante.
Alla fine mi venne permesso di portarla via. Non con pochi problemi, problemi dati da più fattori, compreso che io non avevo mai avuto un cavallo e avevo cavalcato forse due volte nella mia vita. Sparky venne via con me. La sua ultima gara fu la sua rivincita, gareggiavamo in privato io e lei scommettendo sulla vita: io la volevo viva, nonostante stesse malissimo. Mi legai a lei enormemente, un affetto infinito e così scoprì l’empatia che contraddistingue il rapporto uomo/cavallo, la comunicazione non verbale, la relazione autentica, intima e sincera che tocca corde personali, imparai tutto questo ancor prima di imparare a montare a cavallo.
Ma diciamo la verità, montare un cavallo non è stato il mio scopo nella relazione con questi quadrupedi! Di certo Sparky mi cambiò la vita! La trasferii in un’altro centro equestre, dove ancora oggi c'è una giovane donna che gestisce con empatia e amore il circolo ippico, molto attenta al benessere animale e molto di cuore. Lì riprese il suo peso, diventò bellissima. Lì Mangiava. Mangiare, una cosa così banale da dire ma per nulla scontata. Mangiava Wafer non più fieno. Sono diventata un’esperta di cavalli bolsi! Di lì a poco la trasferì in un’altro centro ancora, in collina, sperando potesse meglio respirare, una scuderia più adatta a lei, un centro di Quarter Horse.
Visse felice quei due anni, libera nel suo paddock, con cibo a volontà, coccolata e molto amata. Poì se ne andò. Aveva poco più di 20 anni. Gli ultimi giorni, furono strazianti; Iniziava l'estate, era giugno e Lei non respirava bene; a luglio peggiorò, non mangiava più e inutili furono tutte le cure e i cibi ghiotti che gli procuravo; la sua situazione si aggravava sempre di più. Mi ricorderò sempre quel giorno, quell’ultimo giorno, tentavo di ingolosirla con mangimi vari, carote, biscottini, erba, perché mangiava poco o niente, nel suo paddock all'ombra. Stava proprio male. Me ne andai intorno alle 19 e lei con tutta la forza che aveva mi nitri. Fu un saluto. L’ultimo saluto. Quella notte morì e niente… un dolore atroce. Nonostante tutto non riuscì a cambiare il suo destino, la sua malattia, l’amore non era bastato!
Sprofondai in una crisi ineguagliabile, frutto di fallimento e dispiacere, dolore e rabbia.
In quegli anni avevo ruoli istituzionali in Camera di Commercio, oltre ai viaggi e le tante riunioni, c’erano anche gli impegni dell’azienda, la mia azienda di famiglia che negli anni successivi poi vendemmo, era in atto un grande cambiamento per me ma io non lo sapevo. Avevo all’epoca una vita piena di lavoro insomma, tanti successi ma non ero felice. Arrivata Sparky iniziai a gestire differente il tempo e il lavoro per starle vicino e darle conforto. Dopo la sua morte sono piombata in una crisi profonda.
Invece poi un giorno di settembre mi ritrovai, come per magia conobbi casualmente Shockwave, una bellissima Puro Sangue Inglese uscita dal circuito delle corse un po’ rotta ma tosta e determinata, come lo sono io; bellissima e un po' matta… di difficile gestione ma così coccolona, affettuosa, la mia principessa. Fu amore a prima vista. Siamo insieme da diversi anni: Ogni giorno mi mette alla prova, si sà i Puro Sangue Inglese non sono proprio facili! E poi dopo un po’ di tempo arrivò anche Sparky Rose, unica figlia di Sparky Anto Lab, che ho trovato 3 anni dopo la sua morte e dopo tante traversie il suo sguardo incrociò il mio. Sparky Rose ribattezzata “Lilly” su suggerimento di un’amica che me l’ha costudì alcuni mesi (mentre cercavo un posto adatto a Lei), non è una ragazzina, non è in formissima e come non bastasse è un po' ispida, ha un bel caratterino: ne deve avere passate tante anche lei.
Ho conosciuto anche Usurpatore, mi ha rapito il cuore quel malandrino, un Puro Sangue Inglese, che ho costudito un paio d’anni, un campione nei pali, in pensione… ora felice da un amico che tanto lo ama! Concludendo: Quel pomeriggio in cui andai con un’amica a conoscere il suo cavallino, a mia insaputa fu il giorno in cui intrapresi una strada che poi… mi ha condotta a tanti cambiamenti, tracciando piano piano un percorso del tutto inaspettato. Le orme di Sparky sono oggi i passi che quotidianamente faccio. Ho sofferto ed ho imparato che anche nella sofferenza c’è la crescita.
Le mie cavalle mi mettono alla prova quotidianamente, sono la mia forza, il mio orgoglio, la migliore compagnia, mi leggono l’anima, mi danno amore… e pensare che non le monto neppure! Con Sparky il mio cuore è diventato più grande e tutto grazie a quell’incontro inaspettato; incontro che portò paura, insicurezza ma che tracciò una strada fiorita. Ancora cammino sulle sue orme: Grazie Sparky.




























