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IL CONSIGLIO DI STATO in sede giurisdizionale (Sezione Sesta; presidente Ruoppolo; consiglieri Volpe, Cafini, Caringella, De Michele) in data 9 ottobre si è pronunciato sul ricorso in appello presentato dalla Unione Nazionale Incremento Razze Equine in merito alla ordinanza del Tar della Toscana che dava ragione alla Labronica Corse Cavalli a proposito della riduzione delle giornate di corse disposto dall’Ente ippico per l’anno 2007...
ECCO IL TESTO della lettera inviata dall’Unione Nazionale Incremento Razze Equine alle Società di Corse, a firma del segretario generale dell’Ente Maurizio Soverchia: “In relazione alla situazione creatasi relativamente alle convenzioni in corso tra Unire e Società di Corse, ad esito della sentenza del Tar della Toscana n. 2032/2007 del 21 agosto 2007, si rende noto che questo Ente ha interessato nei giorni scorsi l’Avvocatura Generale dello Stato, dalla quale attende indicazioni in ordine ai comportamenti processuali e amministrativi da porre in essere...
IL TAR DELLA TOSCANA ha accolto il ricorso della Società Labronica Corse Cavalli contro l’Unione Nazionale Incremento Razze Equine e il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e di fatto ha annullato i rapporti convenzionali raggiunti dalle passate gestioni del massimo Ente ippico con le Società di Corse (proprietari e gestori di ippodromi). Il ricorso è stato esaminato dalla Prima Sezione del tribunale amministrativo di Firenze (presidente Giovanni Vacirca, consigliere Saverio Romano, consigliere relatore Bernardo Massari). La sentenza è stata depositata in segreteria il 20 agosto e consta di 29 cartelle dattiloscritte. ..
IL TAR DELLA TOSCANA ha dato ragione alla Labronica Corse Cavalli accogliendone "la domanda incidentale di sospensione, ai sensi dell’art. 21 della legge 6 dicembre 1971 n. 1034, come modificato dall’art. 3 della legge 205/2000 coordinato con l’art. 1 della legge stessa".
La Labronica aveva presentato ricorso contro le delibere del Commissario e del Segretario Generale dell’Unire, Guido Melzi d’Eril e Maurizio Soverchia, che prevedevano una riduzione del numero delle corse a Livorno nel 2007. Il Tar fiorentino (presidente Giuseppe Petruzzelli, consigliere relatore Vincenzo Fiorentino, consigliere Stefano Toschei) ha ritenuto che "il ricorso, sia pure a una prima delibazione, appare assistito da adeguati elementi di ‘fumus boni iuris’ e che sussite anche il requisito del danno grave e irreparabile"
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