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Ho lasciato trascorrere del tempo. Per lui, che il tempo lo ha piegato ai suoi ordini, e per una riflessione che andasse oltre un coccodrillo. La morte di Varenne, improvvisa nella notte tra il 17 e il 18 agosto, ha riportato alla memoria tempi andati, le tante corse seguite, le trasferte, l’ippodromo di Mikkeli immerso nel bosco e quell’ultimo tour in Finlandia con il suo staff.
Stanotte nell’allevamento Jemma di Dario De Angelis un infarto a stroncato la vita di Varenne, per tutti “Il Capitano” il più grande trottatore di tutti i tempi. La notizia è arrivata nella mattinata direttamente da Dario De Angelis che ha dichiarato
Nel mondo dell'ippica era ritenuto il più forte di sempre e grazie alle sue vittorie era conosciuto come «Il Capitano»: dopo il ritiro aveva generato più di 2.000 figli. Era nato in provincia di Ferrara e stava trascorrendo il suo «buen retiro» a Eboli, in provincia di Salerno. "Con immenso dolore diamo la notizia della morte del Capitano». Poche righe sulla pagina ufficiale comunicano la morte di Varenne, senza alcun dubbio il più grande trottatore di tutti i tempi. Aveva 31 anni.
Quando ho incontrato Day Life era poco più che una puledra che aveva appena fatto le prove di qualifica per le corse al trotto. Tommy, il suo allenatore, un pomeriggio mi vide mentre mi aggiravo tra i box della sua scuderia che allora si trovava all’interno del comprensorio dell’ex-Unire e mi disse: “Da domani ho bisogno di te in scuderia per pulire i cavalli, ti aspetto alle 7.00, non mancare”.
Il sottosegretario al Masaf, senatore Patrizio La Pietra dichiara “In ordine alle richieste pervenute dall’associazione nazionale del cavallo trottatore Anact ritengo doveroso ancora una volta ribadire la centralità del mondo dell’allevamento rispetto alle politiche di sviluppo del settore ippico, che questo ministero e il governo Meloni stanno portando avanti dal giorno dell’insediamento.
Lo slogan del sempre accogliente Ippodromo del Garigliano, aperto, con le sue attrazioni, al pubblico di ogni età, famiglie e turisti, recita "Dopo il mare diamoci all'ippica".
Deve averlo preso alla lettera il campione di motonautica Giancarlo Cangiano (con ottimi risultati anche nel basket), a Napoli e in Campania popolare come una star del pallone, tanto da essere stato, tra i tanti incarichi manageriali, anche Presidente del Porto di Capri.Il tema del benessere equino è sempre più al centro del dibattito e dell'organizzazione degli eventi sportivi del cavallo sportivo, del trottatore e del purosangue.Dopo gli allevatori mondiali del sella, l'Unione Europea del Trotto e la Federazione Mondiale del purosangue, interviene adesso la Federazione Equestre Internazionale che nel Consiglio dello scorso giugno a Losanna
MONTECATINI. Il trotto non sempre racconta storie di campioni, di cavalli che vestono giubbe di grandi scuderie, investimenti importanti, team ricchi di professionalità. Il trotto talvolta ci stupisce sconfinando nell'altrove, in storie che più che il successo, la fama e la gloria sembrano avere come 'mission' conservare il tesoro di valori, un piccolo mondo antico di affetto e di rispetto da dove viene Alfred, il cavallo nato, cresciuto e ancora oggi allenato a Pittini, a due passi da Montecatini, il quartier generale di un artigiano dei cavalli, Roberto Biagini, figlio d'arte che il prossimo agosto festeggerà i 45 anni d'attività, una sapienza ippica trasmessa da babbo Alfredo, che è stato un mago dei puledri.
































