Assogaloppo all'On. Russo: Mai e poi mai i racinos
Assogaloppo comunica: "La sconcertante situazione politica italiana, ormai divenuta abituale negli anni, ci ha resi quasi insensibili. Ma per quello che ci riguarda più da vicino riesce ancora a stupirmi il comportamento di certi parlamentari come l'Onorevole Russo, che propone una versione (tra le mille...tutte uguali) di ristrutturazione dell' Ippica, basata sull'istituzione dell' Unione Ippica, ricca di trabocchetti nemmeno ben celati, come la pretesa invarianza (per Legge..) della percentuale riservata agli assuntori di scommessa, o l'aumento dei giochi ludopatici (slot-videolotterie ecc.) all'interno degli ippodromi, nonché una “governance” per condurre l'Unione che individua quali imprenditori gli Allevatori, i Proprietari e i gestori di ippodromi, riservando agli Allenatori una presenza presso un organismo tecnico di nessuna valenza, poiché solo consuntivo. Questo evidentemente per “disinnescare” resistenze che porrebbero in forse la riuscita dell'operazione “racinos”.
Egregio Signor Russo, abbiamo avuto modo di incontrarci in Commissione Agricoltura più di una volta ed io, modesto presidente di Assogaloppo, mi sono permesso di “spiegarle” che gli allenatori di cavalli da corsa sono indiscutibilmente imprenditori, in quanto assumono personale in proprio, acquistano in proprio foraggi, selle, briglie, forche eccetera eccetera, e fanno tutto ciò che un imprenditore deve fare, per la gestione della propria impresa, anche dal punto di vista fiscale, e che per questo nella malaugurata ipotesi che il progetto Lega-Unione ippica dovesse passare il vaglio parlamentare, a tutto titolo avrebbero diritto di co-gestire il rilancio del mondo dal quale traggono sostentamento.
Detto allora e ripetuto adesso, che non mi permetto di considerarla incapace di apprendere queste elementari quanto innegabili realtà, mi piacerebbe sapere da Lei chi e perchè l'ha convinta che nella governance gli imprenditori-allenatori non avrebbero diritto di essere.
E vorrei saperlo la Lei poiché questo porrebbe allo scoperto l'intero meccanismo, (e i suoi artefici) atto a premere ormai da lungo tempo, affinchè gli ippodromi rimangano talmente pochi e sguarniti di quell'ippica europea senza la quale tutto diventa “provinciale”, che sarebbero “costretti” ad allargare orizzonti ludopatici del gioco d'azzardo al loro interno, concretizzando l' idea dei “RACINOS” che Lei ben conosce, poiché fu citata in un documento che rigettava tale ipotesi, sottoscritto da TUTTE le associazioni di categorie del trotto e del galoppo nazionali (tranne una...).
L'intera speculazione è talmente evidente in tutto il “progetto” a Sua firma, che porrebbe Lei nella condizione di essere il “boia” finale dell'Ippica Italiana: quello che toglie la sedia affinchè il cappio messoci al collo da diversi anni possa finire questo maledetto e sporco “lavoro”.
FABIO CARNEVALI
presidente di Assogaloppo


























