Intervista a Kate Fenner su riaddestramento cavalli corsa a fine carriera ( parte seconda)
Nella prima parte dell’intervista con la Dott.sa Kate Fenner, siamo entrati nelle tematiche generali relative alla carriera dei cavalli da corsa australiani durante la loro carriera agonistica, dopo il loro ritiro dalle corse (chiamati OTT, da Off the Track: fuori dalla pista) e sulle problematiche generali legate a riconvertirli come cavalli da sella affidabili.
In questa seconda parte dell’intervista entriamo nella struttura e nell’organizzazione del corso online da lei ideato per addestrare alla sella i cavalli da corsa a fine carriera. Ricordiamo che la dottoressa Fenner è australiana. Ha un’esperienza trentennale nel riaddestramento di cavalli OTT. Ha conseguito un dottorato di ricerca in comportamento e addestramento dei cavalli per colmare il divario, spesso molto marcato nell’ambito equino, tra la ricerca scientifica e l’applicazione pratica. È anche presidente dell'International Society for Equitation Science (ISES) e membro del consiglio di amministrazione del Pony Club Australia. Ha sviluppato un programma riabilitativo online specifico per i cavalli da corsa, chiamato Race 2 Ride (R2R: dalla corsa alla cavalcata).
D. Partiamo dal passaporto che è parte integrante del programma.
R. Certo. Un punto essenziale è che il fine ultimo del programma è garantire a ogni cavallo da corsa un “passaporto di tracciabilità e addestramento” digitale che ne segua puntualmente il percorso dalla nascita alla morte. In esso, per quanto riguarda il dopo carriera agonistico e il suo benessere, andranno annotati i progressi nella sua educazione alla sella, seguendo i 12 moduli di addestramento del corso, in modo che, se il cavallo cambia proprietario, si sappia cosa ha imparato e cosa deve ancora imparare permettendo anche al nuovo proprietario di accedere a una formazione basata sull’evidenza scientifica, indipendentemente da eventuali barriere geografiche o finanziarie che potrebbero ostacolarlo. Ogni cambio di proprietario e di residenza sarà sempre dichiarato nel passaporto, garantendo una tracciabilità precisa perenne.
D. Entreremo nei dettagli specifici del suo programma nella terza parte dell’intervista che pubblicheremo domani. Ora facciamo finta che io sia un tizio che vorrebbe acquistare un OTT e le chieda: se compro un OTT diventerà un buon cavallo da sella? E in quanto tempo?
R. Nella maggior parte dei casi la risposta è positiva. Il tempo dipende dalla storia del cavallo e dalla qualità del lavoro svolto con lui. Direi che almeno un paio di mesi di lavoro dedicati solo al piano mentale ed emotivo sono indispensabili. Poi si deve procedere passo dopo passo con l’insegnamento dei diversi moduli del programma di rieducazione, sia da terra sia dalla sella, il che può richiedere non meno di sei mesi, talvolta anche molto di più. Non c’è una regola fissa; cambia da soggetto a soggetto. Per tanti anni ho preso in riaddestramento OTT: non sono automezzi che presentano un problema; vengono portati dal meccanico, che cambia un pezzo guasto. Spesso, dopo un po' che il cavallo riaddestrato stava con il suo padrone, il proprietario telefonava perché dava problemi. Ciò dipende dal fatto che non basta insegnare soltanto al cavallo: si deve istruire contemporaneamente anche il cavaliere, altrimenti si parlano linguaggi diversi e i problemi ritornano o ne nascono di ulteriori. Il programma R2R è un corso online dedicato a chi “non può portare il suo OTT da me per imparare anche lui cosa, come e perché deve comportarsi in un certo modo, seguendo certe regole ed esercizi”. Il programma online che ho sviluppato insegna al cavaliere, diversamente da un normale cavallo, come, cosa e in che ordine insegnare al proprio cavallo OTT per farlo diventare un buon cavallo da sella.
D. Iscrivendosi al suo programma, il proprietario di un cavallo OTT deve compilare un questionario per determinare il grado di esperienza ed emotività del cavallo e del proprietario stesso. Nella mia esperienza personale, i cavalieri tendono a sovrastimare le proprie capacità ed esperienza nell’insegnare ai propri cavalli. Poi le cose cominciano ad andare storte: i problemi si acuiscono e si verificano disastri. Esiste il caso in cui poi consiglia: “Forse è meglio che lei non prenda un OTT?”
R. Il questionario è molto importante per me, specialmente in questa fase pilota di due anni, per “capire chi ho davanti”, cosa vuole, di cosa ha bisogno e quali risultati si ottengono seguendo il corso. Il mio obiettivo è che il programma venga adottato da Racing Australia in tutta la nazione, non solo per riabilitare gli OTT, ma anche come filtro per cavalli e cavalieri, così da abbinarli al meglio ed evitare che un cavallo difficile finisca in mani non adatte. Appena il purosangue viene registrato, il proprietario riceve un “passaporto digitale” che accompagna il cavallo per sempre, registrando la sua storia, i suoi comportamenti e ciò che gli viene insegnato durante tutta la carriera sportiva e anche dopo il ritiro.
D. Le chiedo di definire, in poche parole, i fini del programma R2R.
R. Penso che quello che stiamo facendo, fondamentalmente, sia riconoscere che l'addestramento che ricevono i cavalli da corsa è molto diverso da quello di cui hanno bisogno i cavalli da sella. E quindi, per riqualificare i cavalli, dobbiamo insegnare ai nuovi proprietari “come i cavalli imparano” (la teoria dell’apprendimento) e come riqualificarli affinché diventino cavalli da sella adatti al proprio cavaliere, tutelando così il loro benessere nel lungo termine.
D. Dottoressa, ci spieghi com'è organizzato e strutturato il corso che ha messo a punto.
R. Abbiamo una parte introduttiva sulla “Teoria dell’apprendimento” e 12 moduli di addestramento, suddivisi in 4 parti. Vengono offerti anche un supporto tecnico online e una community di discussione per tutti i partecipanti al programma, in cui condividere esperienze e suggerimenti. Tutti i moduli possono essere scaricati sul proprio computer.
D. A chi si rivolge?R.
Le leggo ciò che c'è scritto sul nostro sito: spiega davvero tutto piuttosto bene in poche righe.
Questo programma è per te se...
Hai un OTT thoroughbred (galoppatore) o uno standardbred (trottatore) e ti senti un po' sopraffatto dalla loro "tensione da pista" o dalla loro energia imprevedibile.
La tua sicurezza è una priorità e vuoi un metodo collaudato e basato sulla scienza per garantire che il tuo cavallo sia calmo e "nella bolla" con te prima ancora di pensare di salirgli in sella.Sei stanco delle "soluzioni rapide" e desideri una tabella di marcia strutturata e basata sull’evidenza che rispetti il modo in cui i cavalli apprendono ed elaborano effettivamente le informazioni.
Vuoi far parte di una comunità solidale di proprietari che la pensano allo stesso modo: uno spazio senza giudizi in cui condividere i tuoi progressi e ricevere consigli da esperti.
Hai a cuore il benessere a lungo termine del tuo cavallo e vuoi fornirgli un passaporto di addestramento che funga da "manuale di istruzioni" coerente con la sua vita dopo la pista.
Sei pronto a smettere di "aspettare e sperare" e a iniziare a costruire una partnership basata sulla comunicazione chiara, sulla fiducia e sulla comprensione reciproca.
D. Mi sembra un manifesto valido per qualsiasi addetto ai lavori, in qualsiasi branca dell’equitazione. Ma andiamo per gradi …
R. Dedico la vasta parte introduttiva per spiegare, passo per passo, che cos’è e come funziona la teoria dell’apprendimento nei cavalli, perché, innanzitutto, se si vuole istruire un cavallo, si deve capire in che modo apprende e memorizza ciò che vogliamo insegnargli. Questa sezione è composta da 8 moduli, ognuno dei quali contiene video specifici sui singoli aspetti della teoria dell’apprendimento, oltre a un video di “checklist” che presenta una lista di controllo progettata per aiutare gli studenti di Race-2-Ride a passare dal semplice "fare" un movimento alla comprensione dei principi scientifici che rendono la riqualificazione del cavallo un successo. Infine, è stato inserito un modulo di “quiz” a risposta multipla, in cui l’allievo può testare quanto ha capito e memorizzato: il programma, infatti, è rivolto anche a cavalieri che non hanno una vera esperienza “nell’insegnare qualcosa a un cavallo”.
D. Gli 8 moduli sulla teoria dell’apprendimento sono lezioni teorico-pratiche che trattano di cosa?
R. Entrare nel dettaglio richiederebbe molto spazio. Credo che i titoli delle sezioni e una breve spiegazione degli 8 moduli diano un quadro chiaro di riferimento su cosa voglio che si comprenda, memorizzi e impari prima di iniziare ad operare:
1 Le applicazioni pratiche della teoria dell’apprendimento e Abitudinazione parte 1
Questa lezione si concentra sull'applicazione pratica della teoria dell'apprendimento nella riqualificazione dei cavalli OTT. Il suo scopo è applicare principi scientifici per garantire sia al cavallo sia al cavaliere un'esperienza sicura, rilassata e piacevole. Inoltre introduce i concetti relativi alla “Abitudinazione”.
2 Abitudinazione parte 2.
Questa lezione si concentra sulle tecniche per aiutare i cavalli a sentirsi a proprio agio con oggetti o situazioni che potrebbero spaventarli o risultare avversivi.
3 Condizionamento.
Questa lezione approfondisce la scienza del modo in cui i comportamenti sono modellati dalle loro conseguenze (rinforzi positivi e negativi, punizioni positive e negative). Comprendere questi quattro quadranti ci consente di comunicare chiaramente con il cavallo e di costruire un programma di insegnamento basato sul benessere animale e sulle modalità per ottenere risultati finali positivi.
4 Punto, Direzione, Motivazione, Ricompensa.
Questo principio si concentra sulla creazione di associazioni tra un segnale neutro e una risposta prestabilita.
5. Self carriage.
“L'autotrasporto” è l'obiettivo da perseguire in ogni cavallo, indipendentemente dalla disciplina. Significa che il cavallo mantiene il proprio ritmo, la propria direzione e la propria postura senza dover ricevere ordini continui dal cavaliere. (N.d.R.: un esempio: vai al trotto e rimani al trotto fino a quando non ti chiedo di cambiare andatura: nella stragrande maggioranza dei casi, invece, non avviene così).
6. Cos'è il “dolore”
In questa lezione ci allontaneremo dagli eufemismi "educati" spesso utilizzati nel settore equino, come "disagio", "pressione" o "fastidio", per analizzare la vera scienza di ciò che i nostri cavalli sperimentano. Essendo onesti riguardo agli strumenti che utilizziamo, possiamo diventare formatori più precisi, etici e compassionevoli.
7. Considerazioni veterinarie.
Quando un cavallo abbandona l'ambiente delle corse, spesso porta con sé fattori di stress fisici "nascosti". Le ricerche indicano che un'alta percentuale di cavalli da corsa presenta almeno un problema subclinico che potrebbe manifestarsi solo quando cambiano le esigenze del loro lavoro.
8. Cura degli zoccoli e cavallo OTT.
Poiché i cavalli da corsa vengono spesso ferrati fin da giovanissimi, i loro zoccoli non presentano lo sviluppo strutturale tipico dei cavalli allevati a piedi nudi. Ciò comporta diversi problemi prevedibili.
Nel terzo articolo, che verrà pubblicato a beve vedremo nel dettaglio la struttura del corso del programma R2R.
Chi è interessato ad avere ulteriori dettagli sul programma sviluppato dalla Dott.sa Kate Fenner può consultare il sito https://www.race-2-ride.com/
Foto Kate Fenner.






























