''Ma gli istruttori conoscono davvero Caprilli?
Carissimo Direttore, giorni fa, mentre leggevo i commenti e le varie discordanti opinioni sul futuro dell'Unire, colpito dalla impreparazione e dalla mancanza di capacità di analisi di chi poi dovrebbe effettivamente decidere questo futuro, sono stato assalito dallo sconforto, come ormai mi capita spesso in questo periodo buio per tutto il mondo del “cavallo”.
Per risollevarmi il morale, mi sono gettato sui miei appunti di Caprilli e sul suo sistema di Equitazione e mi è capitata tra le mani la foto che Le allego: è questo l'assetto Italiano; è questo l'Insieme nella nostra Equitazione!
Da notare la gamba ferma, il ginocchio al suo posto, il busto parallelo all'incollatura del cavallo che salta sereno come se il cavaliere non ci fosse e …. soprattutto da notare l'indipendenza della mano che segue con un contatto dolce e costante la bocca, come solo lo può permettere il giusto uso del piede e della staffa, consentendo tutta la libertà d'incollatura che serve. E' qui una parte della rivoluzione Caprilliana, in questi semplici ma indiscutibili concetti, che nella pratica sono stati incomprensibilmente abbandonati per approdare a novità che non stanno né in cielo né in terra.
Ogni volta che assisto a qualche lezione di equitazione, anche da parte di istruttori che vanno per la maggiore, mi chiedo se loro stessi o chi ha loro insegnato e soprattutto permesso di insegnare, si siano mai soffermati a guardare una foto dei nostri grandi cavalieri, a studiarla e … capirla: certamente no!
E' stata un'assurdità pazzesca accantonare il nostro Sistema a favore di tanti sì, … ma, …. però, … invece, … forse, per arrivare al nulla attuale, ed i risultati si vedono.
Tutto questo rende quasi vani gli sforzi di chi, sia in Federazione che fuori, lavora con impegno per migliorare sempre di più tutta l'organizzazione generale, che effettivamente funziona più che egregiamente, ma che non può servire a migliorare la qualità dei cavalieri e degli istruttori.
Bisogna capire che per ritornare ai vertici mondiali si deve tornare alla nostra Equitazione, riformare i quadri docenti e lavorare, lavorare, lavorare ed avere la pazienza di aspettare almeno otto anni per permettere che nuovi giovani ben addestrati arrivino ai vertici, altrimenti … stiamo solo aspettando una rondine che poi, come nel detto, non fa primavera e tra uno, due, tre anni saremo ancora a questo punto di arrabattamento totale.
Ad un osservatore poco lungimirante potrebbe sembrare una scelta che non paga a breve dal punto di vista politico: io invece credo che gli operatori del settore, che poi effettivamente sono quelli che votano, siano in grado di capire che questa sarebbe una svolta epocale che ridarebbe nuovo lustro al nostro sport anche con importanti ritorni d'immagine.
Perciò mi rivolgo ancora una volta a chi può e dovrebbe decidere affinché rifletta su queste mie considerazioni e ... coraggio, usciamo dal tunnel!
Caro Direttore, ancora una volta La ringrazio per la pazienza con cui sopporta i miei sfoghi e La saluto cordialmente insieme ai Suoi lettori.
EZIO MARIA CASATI

Raimondo D\'inzeo durante la finale delle Olimpiadi di Roma




























