ADDIO A MARIO VINCIS, IL DEMIURGO DI TISSERAND
Indimenticabile quel Derby ! Emozione purissima e che anni meravigliosi gli 8o. Beh, siamo seri, il Turf ci ha sempre regalato decenni memorabili. Non l'ultimo ahinoi. Ne avrà certamente sofferto emotivamente Mario Vincis che ci ha appena lasciato, forse non si riconosceva più molto in questo turf che ha un pò smarrito i suoi fondamentali ma che sta anche ritrovando le giuste coordinate, per fortuna..
Gli bastava comunque riandare con la memoria , la mente e il cuore a quel pomeriggio con il bambino in sella al grigione che sfidava il mondo. Già perchè allora i nostri Nastri Azzurri erano proprio ben frequentati. Antonio Balzarini e Saverio Brenciaglia pescarono , con l'aiuto di Micahel Jarvis, Carroll House, nientemeno che un futuro Arc winner. Che duello , che battaglia, epopea purissima. Bruce Raymond che le provava tutte con il suo Carroll ma niente da fare , il grigione e il bambino non gli concessero scampo. Infilzato come un tordo e Blue Ribbon in bacheca. Ah che ricordi, beato chi ha avuto la fortuna di viverli quegli anni.
Maggio 1988, Capannelle e i suoi 2400 metri. Non avete ancora capito di chi stiamo parlando ? Ma dai... Tisserand, Vincenzo Mezzatesta, la Madia ( acronimo dei proprietari) di casa Di Paolo, esordio stratosferico nel turf, Dormello come allevatore. Eh si , uno degli ultimi capolavori della contessa Orietta per onorare il Senatore e il babbo Mario. E dietro le quinte, taciturno perchè una parola è poco ma tre sono anche troppe, ecco Mario Vincis nel giorno della gloria che per lui era un qualche cosa che andava assaporato lentamente, sorridendo dentro che è più bello come disse una volta un gigante come Carlo Vittadini che di Derby se ne intendeva.
Tisserand è stato un eroe del turf italiano moderno e Mario Vincis è stato il suo mentore, il demiurgo meraviglioso che ha saputo coniugare la classicità della linea "T" di Tandina con brillantezza dei Nadjar che era quella dei Grey Sovereign quindi Nasrullah ed il sommo Nearco ,già mitigata da quel sangue di Ticino che tanto la Contessa ha sempre ricercato. Già Tandina, arrivò a lottare sui 2800 del Roma, portava in dote a Tisserand la sequenza di nonni classici come Claude, Crepello, Ribot e Niccolo dell'Arca che si fondevano con la linea T di Tiepoletta, la madre di Tissot, ultimo pedigree costruito a futura memoria dal Mago di Dormello. Poi Tandina , ecco la meraviglia del turf, la ritroviamo quasi 40 anni dopo , più o meno, come terza madre di un tre anni, capace di farci vivere ancora una volta, la emozione , il delirio , il cuore lanciato oltre un ideale ostacolo e sempre nel Derby.
Quel ragazzo stavolta era Tempesti. Sfiorò in lotta ancora epica la vittoria che invece sorrise a Tisserand , il campione che Mario Vincis seppe forgiare mirabilmente. Ne intuì la tardività, il prevalere della sezione materna su quella paterna e lo rispettò a due anni ma quell'incedere maestoso nel Fiuggi fece comprendere a tutti o quasi che c'era da costruire un avvenire.
Mario, che era allenatore di Dormello a Bolgheri, aveva tra le mani anche Noldinger che vinse il Berardelli. Dormello in quella stagione decise di vendere qualche cavallo. Mario Vincis ebbe la intelligenza e la maestria di capire che non si doveva privare di quei due anni. Noldinger lo prese la Rima e per Tisserand Mario riuscì a mettere insieme un team di amici, in parte collaudati e in parte neofiti. Fu cosi che il galoppo italiano fu scoperto e a sua volta scoprì casa Di Paolo, protagonista da 40 anni sempre ad alto livello e con meravigliosa passione che si trasmette generazionalmente. Mario portò Tisserand al trionfo di quel pomeriggio passando per il Botticelli ma poi aggiunse alla bacheca anche gli allori maestosi di Milano e Repubblica . Tentò anche le King George, fu giusto. Cedette a Tony Bin , aveva a che fare sempre con laureati di Arco di Trionfo perchè tale fu anche Carroll House, in uno dei tre Mano disputati, secondo anche nel terzo dietro Alwuhush. Tisserand fu lo zenit ma la vita di Mario Vincis è espressione di quel retroterra di splendida cultura che ha reso grande il nostro Turf e che, forse, abbiamo la sensazione ci stia scappando di mano....
Ci ha lasciato ad 88 anni ma a 14 era già in scuderia , allievo come il fratello Angelino che fu poi splendido jockey, in casa Mantova, ah che scuola straordinaria. E' li che ha percorso tutte le tappe e si è formato fino a diventarne caporale di scuderia in quel triste giorno, inizio anni 70, in cui il verde fasciato di giallo ammainò per sempre il vessillo. Uscire dalla Mantova era come conseguire un master alla Bocconi. Piano e ostacoli al massimo livello , Traghetto o Rio Marin e Spegasso che Mario montava spesso la mattina. Ah che epopea quella di Spegasso e quella immagine di Carlo Ferrari in lacrime accanto al cavallo esanime a terra dopo aver lanciato il suo cuore oltre il palo di un ennesimo gran premio, senza però più ritrovarlo.
Già, Carlo , scuola Mantova come Luigi Camici e casa Brogi e non solo. Carlo che , unico è stato capace di vincere il derby e anche il Merano . Prendete nota. Dopo la Mantova Mario Vincis approda alla Dormello, solo università di grido per lui. Era lì al tempo di Reco, ah che altra storia pazzesca con un altro diciottenne lanciato nel nastro azzurro, Marco Paganini. Seguì Laura Knight che vinse il Ribot e poi ovviamente Tisserand ma anche Dordone, Jalmoon , per Castignani, che vinse l'Unire, Noldinger e, ancora per l'amico Betti, anche Flaming Sword , una freccia .
Il testimone stava per passare nelle mani di Marco che si mostrò subito capace e che avrebbe certo ottenuto splendidi risultati ma al richiamo del cuore non si comanda ed è un bene. Già, Marco che amava i cavalli eccome, amava ed ama ancora forse di più le tavole del palcoscenico e la macchina da presa.
Oggi si è realizzato proprio in quel mondo che gli sta dando soddisfazioni. Bisogna sempre andare la dove ti porta il cuore. Una parte è comunque sempre a disposizione degli amici cavalli perchè Marco ha realizzato uno splendido docufilm dedicato ovviamente a Tisserand . E' ancora lì nel cassetto , tutto il girato quasi montato . Forse adesso e papà Mario ne sarebbe felice, sarebbe ora di tirarlo fuori da quel cassetto.... il nostro Turf ha bisogno di Cultura , di tenere viva la fiamma della passione , forza Marco non facciamo la guardia alle ceneri ma alimentiamo il sacro fuoco.
Raccontiamo Tisserand cosi come merita la sua meravigliosa storia che è anche quella , assolutamente, di Mario Vincis , testimone e protagonista del tempo , il meraviglioso tempo del Turf con la maiuscola.
























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