I cavalli signori del tempo: un libro sospeso tra realtà e fantasia
L’uomo ha da sempre subìto il fascino esercitato dal cavallo. Le popolazioni preistoriche gli attribuivano grande valore spirituale e simbolico, come dimostrano le numerose grotte rupestri con rappresentazioni di equini sparse in varie località come Lascaux e Chauvet in Francia, Ekaim in Spagna o San Vito Lo Capo nella nostra Sicilia.
Il cavallo accompagna l’uomo da circa seimila anni ma la sua domesticazione è avvenuta in ritardo rispetto alle altre specie. Non credo sia un caso.
Non lo crede nemmeno l’autrice de “I cavalli signori del tempo”, Maria Lucia Galli, che si domanda come possa essere avvenuto un incontro così fuori dal comune come quello tra una preda e il suo predatore. Il libro comincia proprio col racconto di quell’incontro in cui il cavallo ha voluto donare la sua preziosa compagnia alla specie umana. Un dono inestimabile di cui l’uomo non sempre comprende il valore.
Maria Lucia osserva i cavalli con la conoscenza di chi è cresciuto con loro e la profondità dello psicologo, dipingendo storie con cui mostra la veridicità del titolo: il cavallo ha accompagnato il cammino dell’uomo nel corso dei secoli e ogni racconto regala un aspetto, un ricordo, una rivelazione che si manifesta preziosa per chi conosce il cavallo ma anche per chi non ne ha dimestichezza.
Chi ha la fortuna di appartenere al mondo equestre apprezzerà i pensieri espressi che lo legano a questo meraviglioso animale e che si percepiscono al suo cospetto, diventando sempre più consapevoli di quel che si tende a dare per scontato.
Chi, invece, non lo conosce o lo utilizza in maniera “superficiale”, ha l’occasione per scoprire cosa ci sia dietro e dentro di loro, per attivare quella coscienza con cui guardarlo in maniera nuova. Troppo spesso il cavallo è considerato un oggetto, dimenticando che la sua anima è da sempre legata a quella umana.
In maniera semplice ma raffinata, l’autrice fa parlare i cavalli di alcuni eroi come Achille e Alessandro Magno, facendo riflettere su come loro ci vedono e si donano a noi.
Nelle interviste immaginate con personalità quali Federico Caprilli, Federico Tesio o il generale Patton viene sempre rivelata una verità sul comportamento da tenere col cavallo per aiutare la creazione di un rapporto di fiducia con lui.
La lettura del libro permette un viaggio nel tempo con personaggi in epoche spesso lontane da noi ma che dimostrano quanto sia sempre uguale il legame e il sentimento che si percepisce col destriero, oggi come allora.
Molto intensa è l’intervista con l’Imperatrice Elisabetta d’Austria che evidenzia la capacità del cavallo di comunicare, nel silenzio, quell’alchimia misteriosa con cui vivere il momento presente, regalando la possibilità di essere sé stessi. Il cavallo non guarda chi siamo ma condivide con sincerità le emozioni del presente di cui si assapora la felicità quando si appoggia a terra la zavorra del passato e delle aspettative future che ci portiamo dietro.
L’immagine della copertina del libro, realizzato da Sabina Findlay, rappresenta in maniera perfetta lo spirito del libro: un cavallo disegnato nel simbolo dello Yin e Yang, a dimostrare che la sua presenza nella nostra esistenza crea equilibrio tra sogno e realtà, indirizzando verso quello stato di armonia che si raggiunge mettendo in pratica il motto zen di vivere il “qui e l’ora”.
Il mito, l’arte, la cultura permettono di riscoprire il ruolo avuto dai cavalli e comprendere quello che ancora può rappresentare per migliorare il nostro benessere fisico e mentale.
Il fascino che il cavallo esercita da sempre, forse, sta proprio in questo. Un essere misterioso tra cielo e terra che fornisce la possibilità di esprimersi al meglio e di fungere da specchio per aprirsi e crescere, a patto di disporre della sensibilità per conquistarne la fiducia adattandosi a lui e permettendogli di esprimere tutte le sue potenzialità.






















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