La Regina del San Paolo, la Principessa delle Stelle, Zorro e il giardino di casa
Sono tante le Storie di cavalli, di uomini, donne e avventure che l'ippica -trotto e galoppo- avrebbe da raccontare ma non lo fa quasi più, presa com'è a crogiolarsi in una autoreferenzialità masochistica e senza sbocchi, neppure sui media, senza la minima chance, se non invertendo la rotta, di aprirsi alla gente e ai nuovi potenziali "clienti".
Ovviamente, per fortuna, ci sono le eccezioni, come per esempio lo è stata la storia di Laghat, quella raccontata da Enrico Querci in un libro che è diventata un film che va toccando le corde del cuore e della meraviglia anche di persone che magari in un ippodromo non avevano neppure mai messo piede e avevano giusto sentito parlare di Varenne e di Ribot, magari dai loro nonni.
Laghat, purosangue ipovedente capace di correre e vincere e regalare a se stesso e ai suoi amici bipedi -in pratica la sua famiglia a cominciare da Federico De Paola- sogni, emozioni e la gioia di correre e battere anche alcune paure, è anche un esempio di come chi, per passione e -senza retorica- amore, non butta via il proprio cavallo quando non gli "serve" più, o a fine carriera, che in realtà a non servire proprio è chi invece lo fa.
Laghat, cinque anni dopo il suo addio alle corse, se ne sta ancora a casa, nei prati di San Rossore, fiero e circondato dall'affetto e il rispetto di altri cavalli e dall'amore, appunto, dei suoi 'familiari'...
Ci sono, per fortuna, altre eccezioni, anche alcune associazioni -pensiamo per esempio ai Chubby Horse di Victoria Demuru e la sua 'socia' che da anni si occupano di ricollocare i trottatori e dar loro (e a chi li 'adotta') una nuova casa e una seconda vita- e soprattutto ci sono "favole vere" di pura bellezza e magia da narrare a tutti i bambini. Di ogni età...
Una di quelle è questa, due punti e a capo:
Lei, Jessica 'Bandolera' Pompa, nata e cresciuta a Sant’Elpidio a Mare, ingegnere meccanico ed insegnante, un passato da atleta e da fotomodella ed attrice per mantenersi agli studi e un presente provvisorio in Dubai, è la 'Principessa delle Stelle', apprezzata anche e soprattutto fuori dall’ippica proprio per l’approccio speciale che, appunto insieme al Circuito ippico-benefico delle Stelle, ha verso i cavalli e le corse, senza frusta, affrontando le competizioni (ma anche una semplice passeggiata) con il cuore e il gusto di divertirsi, senza imposizioni.
L’altra, Primavera As, è una cavalla del trotto, la 'Regina del San Paolo di Montegiorgio', l’unica al mondo ad aver gareggiato in 6 edizioni del Palio dei Comuni, il Gran Premio internazionale, fiore all’occhiello dell’ippica marchigiana e italiana.
Jessica e Pry (come la chiama Jessy) hanno in comune un caratterino mica da ridere, una sensibilità straordinaria e perfino l’amore più o meno segreto per l’unico uomo capace di conoscerle nel profondo, capirle ed esaltarrne - con l'arte della fiducia e appunto con quel tocco di magia che appartiene a ogni favola - il valore e i valori, la bellezza dell'anima e lo straordinario talento.
Zorro...
Jessica, a proposito di quanto scritto prima, non era mai stata in un ippodromo prima del 2 novembre 2012 quando, a Milano per studio, varcò i cancelli della vecchia San Siro trotto, proprio a fianco di quell’uomo misterioso, a sua volta rapito dal fascino e dalla unicità di quella ragazza minuta, probabilmente anche da quello sguardo unico e da un fondo schiena che parlava e gli sorrideva a ogni onda di mare, a ogni passo...
Amore a prima vista, come quando il Fato accompagna e protegge un sogno senza un perché, perché un perché non serve nemmeno a spiegare l’amore.
Amore a prima vista, tra la Bandolera e Zorro. E con i cavalli, animali altrettanto sensibili, capaci di condividere e scambiarsi con Jessica il bene più vero, le energie, i sogni, appunto, le fragilità ed i punti di forza, di arrivo, del cuore...
Tanto che a sole tre settimane da quella mattina, Jessica debuttava in corsa sulla pista di casa, Montegiorgio appunto, a un quarto d’ora da Sem (come gli abitanti di Sant'Elpidio a Mare chiamano il loro paese), senza alcuna esperienza, con la spinta dell’incoscienza e dell’incondizionata fiducia del suo Don Diego -naturalmente mai rivelata a parole- uno che in fatto di donne, cavalli e canzoni è un mago ma che spesso dagli ippici è visto con sospetto, ad andar bene uno scemo qualsiasi, a pensar male, visto che con lui i cavalli volano, un pericoloso stregone senz'arte nè parte, un dottorino, un bellimbusto come Don Diego appunto, oppure il più pericoloso dei criminali, come del resto Zorro...
Con Mil (come la chiama lui) condivide ogni piega e risvolto dell’anima e delle emozioni, l'amicizia verso i cavalli e il dono -e l'impegno- di parlare con loro, soprattutto di volerli ascoltare, sentire e leggere nei loro sguardi, anche in qualche silenzio capace di dire tutto...
Così, la sera prima della prima gara, chiunque dell’ambiente incontri Jessica la consiglia, anzi, la sconsiglia: “Non vorrai mica fidarti di quello là", "si vede che vuole vederti morta”, “Il cavallo che dovresti guidare domani, è un brocco pericoloso", "lascia perdere, l'ippica non fa per te e ti mancano le forze per poter guidare una bestiaccia come Mitico Mark” e via di seguito...
Lei è combattuta, da un lato non conosce ancora le invidie e i preconcetti, l’ignoranza di certi cavallari del trotto e quindi è quasi tentata di seguirne le 'dritte', dall'altro non è proprio capace di rinunciare, arrendersi e poi "cavolo, possibile che quel cavolo di Zorro mi abbia davvero ficcata in un pasticcio del genere"?
Lo chiama, anzi gli manda un messaggio perché ormai è notte fonda: "cosa devo fare?”, gli chiede Risposta: “il cacchio che vuoi”...
Bell’aiuto, gli avrebbe staccato le orecchie a morsi lo avesse avuto a portata di denti, ma è notte e lei si aggroviglia nel letto di casa, dei suoi, tra dubbi e pensieri.
Ci riprova: "Potremmo fare cambio guida io e te, tu sali su Mitico e io guido la tua"
Risposta: "No. Se non vuoi più correre ti ritiri, rinunci e basta"...
Bell'amico, altro che amore...
La notte porta consiglio e, più che altro, Jessy si consiglia da sola: “Come mai non ci ho pensato subito: chiedo a Mitico. Vado dal cavallo e scopro che cavolo d’intenzioni abbia, ha”…
Così fu. E fu così che Mitico tranquillizzò Jessica.
E insieme vinsero la loro prima corsa, tra lo stupore generale (per Jessica era la prima volta in pista e Mitico aveva corso centinaia di volte senza mai passare il palo per primo), forti delle meravigliose quanto segrete certezze di Zorro e la rivelazione di quella che sarebbe diventata la 'Principessa delle Stelle', capace un giorno di battere –in una sfida che per pathos e bellezza sportiva ha fatto il giro del mondo- in una finale a due il Campione italiano dei guidatori professionisti conquistando le prima pagine dei giornali e dei media generalisti nonché il titolo di Elpidiense dell’anno e una canzone "Jessy e Lory", cantata da Michele Pecora, quello di "Era lei, poesia d'estate, etc etc"...
Zorro e la Bandolera si appartenevano dentro, anche se lui stava un passo indietro, nell’ombra luminosa dei sogni. E poi la 'tradiva'.
Con Primavera, appunto.
L’aveva incontrata che pareva giusto buona per fare da taxi, la spola tra i paddock e l’ippodromo per gli altri cavalli di scuderia, tanto correva piano.
Non riusciva a piazzarsi nemmeno nelle categorie più infime e anche di battere un qualsiasi altro brocco non se ne parlava nemmeno.
Eppure lui le leggeva negli occhi il lampo di Dio, un potenziale di classe e di vita del tutto inespresso, quell’aria regale nascosta tra l’ansia e i timori, la forza di una campionessa celata in una ranocchia, da sempre in attesa dell’unico principe che avrebbe provato a comprenderla, saputo capirla.
E della sua principessa…
Fu così che quando i proprietari di Primavera decisero di ritirarla dalle corse per raggiunti 'limiti di lentezza', Zorro la comprò come regalo per sé e per la sua Jessy, convinto che non si sarebbero mai separati e che quel bacio chiamato amore avrebbe fatto volare Pry, finalmente felice di correre più forte del vento, con un motivo e una vita, anzi due, a batterle forte nel cuore.
Via la frusta, via ogni tipo di coercizione, tanto tempo passato a giocare insieme, ogni possibile vizio concesso, perché le Regine comandano, scelgono loro e se non le vizi tu, di vizi, magari si prendono quelli sbagliati.
E Pry lo aveva scelto. E come per magia divenne quello che era: da brocca a campionessa, con lui che ogni volta le parla di lei e le racconta le favole e lei che li vorrebbe per sempre insieme e non sopporta il loro stare lontani.
Ma ha ancora fiducia nei sogni, perché sa che sia Jessica sia il suo Zorro, anche se non vuole darlo a vedere, ai sogni ci credono.
E fanno bene…
Mentre Zorro e la Principessa sono lontani la Regina diventa madre, prima di un puledrotto poi di un altro e intanto se ne sta bella bella nel giardino della casa della nonna di Jessica, accudita e coccolata appunto dalla nonna e dalla mamma di Mil che, quando in seguito a sbagli sui tempi e di scelte si sente dire che i puledrini non sono "da corsa" li riporta a casa, in giardino, ormai trasformato in un villaggio vacanze per cavalli di ogni età.
Intanto Pry ha messo al mondo una splendida femminuccia che da più di un anno e mezzo vive con lei, è cresciuta tantissimo e un po' la 'bullizza', approfittando del suo cuore di mamma.
Lei le sta insegnando ogni cosa (anche a fare i bisogni in un angolo e come 'rubare' zuccherini e carezze), a guardare le stelle del cielo e vederci a occhi chiusi e le racconta ogni sera una favola, sempre la stessa, che ancora nessun altro sa bene come è iniziata ma che è sicura non sia mai finita.
E -basterebbe raccontarla per sempre- non finirà mai...




























