NIJINSKY IL PRIMO FUORICLASSE MODERNO
1970 : il Turf mondiale entra nella sua era moderna e contemporanea. Esattamente 55 anni orsono, anniversario pieno, un fuoriclasse di nome Nijinsky, sintesi sublime del portato genealogico della vecchia Europa perfettamente miscelato con l’espressione più nobile del galoppo nord americano ( allevato in Canada dalla Windfields Farm del fantastico Edward Plunket Taylor e di proprietà di Charles Engelhard , il re del platino, allenato in Irlanda da Vincent O’Brien) , raggiungeva vette assolute in pista e dava il via alla concezione più colta del Turf mondiale moderno e possiamo anche dire contemporaneo.
A due anni le Dewhurst furono il suo zenith assoluto ma è a tre anni fino a settembre che la sua stella seppe splendere e per sempre nel firmamento del Turf internazionale. Da maggio a settembre Ghinee di Newmarket, Derby di Epsom , Derby del Curragh, King George e St Leger. Esatto , la triplice corona ( 35 anni dopo Bahram) che allora aveva ancora un pieno significato e che , per l’eternità, sarà la sua medaglia più nobile unita ad un altro Derby e alle prestigiose King George.
Una sequenza pazzesca che fu anche implementata , nelle sue due stagioni , anche da altri gruppi inferiori come le Beresford, le Anglesey , le Railway e le Gladness. Le pattern , in fondo , nacquero con le sue vittorie. Con Nijinsky inizia anche l’era dei Northern Dancer , probabilmente il Nearco più influente in assoluto senza nulla togliere all’apporto gigantesco di Nasrullah e Royal Charger.
La discendenza congiunta di tutti e tre i capirazza contemporanei fa di Nearco il nuovo Eclipse, come dimostrato dai risultati delle corse di selezione nel mondo. Nearco, il vero capolavoro immortale di Federico Tesio, il genio assoluto del Turf mondiale. Ah, come suonano profetiche le parole di Vincent O’Brien che con Nijinsky diede il via all’era dei Northern Dancer… - “ Esistono i figli di Northern Dancer e gli altri cavalli….” Le carte che per Francesco Giuseppe sono le sole a garantire la Verità dicono che dopo il St Leger il nostro fuoriclasse sia sceso in pista altre due volte. La nostra anima, cuore e mente ne accetta una sola di queste prestazione, la successiva non appartiene al nostro mondo. Noi che lo amammo consideriamo chiusa la sua carriera immensa con la ferita mortale che Yves Saint Martin inflisse all’airone di Epsom , per il quale l’Arco stava diventando un incubo.
Tranquilli, lo zio Lester mise le cose a posto con la volata di Rheingold e soprattutto con le due mirabili lezioni, pagina 18 di ogni manuale del perfetto fantino, di Alleged. A Parigi quel pomeriggio Yves fu immenso , lo è stato per tutta la sua carriera sublime, come il cinese della favola seppe attendere il cadavere del suo nemico lungo il fiume della dirittura di Longchamp e quando lo percepì esausto , scatto forse anticipato, con la freddezza dei grandi lo colpì inesorabilmente in sella a Sassafras, fondista di classe. Quella corsa gliela concediamo, era doverosa anche se fu chiaro che le scorie del St Leger non erano ancora state smaltite altrimenti il suo scatto non avrebbe perdonato .
Non accettiamo le successive Champion e la umiliazione , sui 2000 in pista dritta di Newmarket ( dove le Champion si sono sempre corse fino alla riforma di qualche anno fa che le ha rese meno severe con la curva di Ascot), subita da Lorenzaccio che non lo valeva assolutamente. Ah, la spietata legge del Turf, a volte proprio ingiusta. Forse e per una sola volta il nostro idolo Vincent O’ Brien ( non parente) diciamo che avrebbe potuto fare a meno di mandarlo in pista… Alla fine della stagione fu di 138 la valutazione anche riduttiva del Racehorse. Senza la ultima corsa e quel disgraziato Arco forse i 140 sarebbero stati i più corretti.
Rinfreschiamoci la memoria …. Ad Epsom si lasciò dietro Gyr ( di Raymond Guest e cosi si faceva concreta la grande sfida americana al turf europeo con anche i Mellon, i Bunker Hunt…) e Stintino. Nelle Ghinee Yellow God e Roi Soleil, nel St Leger Meadowville e Politico, nelle King George Blakeney, derbywinner dell’anno precedente, e Crepellana, nel derby irlandese sempre Meadowville e Master Guy. A due anni nelle Dewhurst Recalled e Sandal.
Nell’olimpo assoluto del turf chi furono le altre due divinità che fulminarono Vincent O’Brien ? Tenetevi forte, due ciclopi del Turf eterno : Francois Mathet che creò Sassafras e Noel Murless implacabile nel colpire con Lorenzaccio . Al termine della carriera, ci piace immaginare dopo l’Arco e non oltre, Nijinsky fu sindacato per 5 milioni e mezzo di dollari, allora cifra favolosa, funzionò presso la Clayborne e dei suoi figli campioni sapete tutto, è cronaca .
Pur se non raggiunse le vette di Sadlers Wells, il continuatore più credibile di Northern Dancer , del quale è ovviamente inutile darvi conto, sarebbe offensivo. Uno sguardo alla sezione materna ed al pedigree in generale vale la pena. Intanto Nijinsky è il terzo nord americano che nel dopoguerra è riuscito a vincere il derby di Epsom dopo Never Say Die e Sir Ivor ( sempre Lester a bordo) tutti discendenti di Nearco, guarda caso.
Scrive Luigi Ferri nel suo prezioso anzi indispensabile “ Nearco, il più grande cavallo di tutti i Tempi” …. – “ Nijinsky era un baio possente ed elegante, alto 1,70, balzano da tre ( cavallo da re, aggiungiamo noi) e con una stella in fronte …. Da yearling fu presentato all’Asta e acquistato dal magnate statunitense Charles Engelhard su consiglio di Vincent O’Brien per 84.000 dollari…. Nijinsky generando tre vincitori d Derby di Espom ha uguagliato suo padre : Golden Fleece… Sharastani..Lammtarra…. la Madre Flaming Page è stata una vincitrice classica in Canada ( Canadian Oaks e Queen Plate) …. Ha prodotto molto bene perché oltre a Nijinsky ha dato l’anno successivo Minsky ( Northern Dancer, e vincitore delle Beresford e Railway) ma soprattutto Fleur ( 1964, Victoria Park) madre di un crack come The Minstrel e di Far North (gruppo 3 winner in Francia)…. Nijinsky è outbred nelle prime 4 generazioni ma ha un importante imbreed 5 x 5 simmetrico su Phalaris tramite i suoi figli Pharos e Pharamond . Il suo pedigree è ricco nelle linee femminili di altri campioni e capirazza famosi : Native Dancer in terza generazione , Hyperion, Mahamoud , Bull Dog e Omaha in quarta generazione.” Ah, quelle maledette Champion !




























