Roberto Vecchioni a San Siro (non al Meazza)
Giovedì 11 luglio, si è avuta, nel meraviglioso Ippodromo di San Siro finora riservato ai purosangue del galoppo, l'inaugurazione della pista del trotto.
Un progetto ancor più ambizioso, di mera 'contaminazione' appunto tra le varie discipline dell'ippica e del mondo equestre, la bellezza (non solo quella dei cavalli, anche del verde e delle infinite biodiversità di alberi e piante), sport, spettacolo, cultura, intrattenimento, storia, tradizione e modernità.
Per la presentazione non poteva assolutamente mancare la musica e, parlando -e scrivendo- di musica, di Milano, di San Siro e di cavalli, la scelta non poteva essere migliore di organizzare e offrire al pubblico eterogeneo un concerto di Roberto Vecchioni.
Tanta gente, raccolta nella zona del Cavallo di Leonardo (che, di suo, è arte, cultura e imponenza) e tantissimi applausi che hanno ovviamente emozionato il cantautore di Luci a San Siro (che sono quelle del vecchio ippodromo di San Siro, dalla 600 sulla montagnetta dove ci si appartava con la morosa) e di Samarcanda, ma anche, sempre in tema di cavalli e di ippica, di Horses, di Ninni, di Mi Porterò e di moltissime altri piccoli e grandi capolavori, tra cui la storica "L'uomo che si gioca il cielo a dadi' che ha rappresentato il remoto esordio di Vecchioni a Sanremo e che è interamente dedicata al padre di Roberto, appassionato, proprietario del trotto (la sua scuderia, chiamata Evalrose come acronimo della moglie Eva, Aldo appunto e i figli Roberto e Sergio, ha addirittura vinto un Derby con Nelumbo) e, appunto, scommettitore impenitente e incallito.
"La più forte delle emozioni -ha detto Vecchioni- oltre alle energie che ci stiamo scambiando è proprio quella di essere qui a cantare, a San Siro. Quello vero, l'unico, quello dei cavalli. L'altro è il Meazza"...
Con lui, sul palco, alcuni straordinari, affiatati e fidati musicisti, capitanati dal Maestro Lucio "Violino" Fabbri e dallo storico chitarrista Massimo Germini, lo stesso che ha anche composto e arrangiato l'intero album "Basta unire i puntini", perla dell'amico Alberto "Caramella" Foà, con il Prof, il più ippico tra i cantautori italiani, tanto da avere in cantiere un disco in cui i cavalli compaiono in tutti i 14 brani.
"Che bello accorgersi che anche i giovani, conoscevano a memoria il testo di Luci a San Siro e si sono, a loro volta, emozionati, oltre ad applaudire, per esempio, anche Voglio una Donna, brano che quando uscì, ai tempi, qualcuno tacciò di maschilismo, cosa che assolutamente non era e non è -ha detto al termine della speciale e vibrante (a 81 anni compiuti il mese scorso) esibizione canora, farcita di parole e racconti- ora godiamoci le corse e le nuove luci del trotto"...
Già, le nuove luci del trotto, a San Siro. Quello vero, quello dei cavalli. L'altro, lo stadio, come dice lui, è il Meazza...




























