Centauro, Auriga, libri, cavalli... è l'estate romana
ROMA, comune agricolo più vasto d’Europa per estensione (come spesso ricordato), ha tra le sue potenzialità anche un’offerta per i cittadini della fruizione del rapporto con il cavallo che può essere sicuramente ampia e diversificata. E per cittadini si possono intendere i giovani – anche giovanissimi -, i meno giovani, i cavalieri esperti così come i principianti. Un esempio del tutto particolare, in tal senso, viene dal Caei (Centro di attività equestri integrate) dell’Auriga Onlus (www.lauriga.it), associazione condotta da Nicoletta Angelini, brillantemente coadiuvata da operatori ed istruttori (con qualifiche Coni, Anire, Fise, Fisd e Usp), tutti professionisti specializzati (medici, psicologi, terapisti della riabilitazione, psicomotricisti) che guidano le attività svolte nel Centro.
Alle tradizionali offerte di un qualsiasi maneggio o centro ippico, da qualche anno, con grande sforzo di creatività (non sarà un caso, ma lo “staff” de “L’Auriga” è prevalentemente al femminile…), si sono aggiunte attività equestri “collaterali” che, in questo scorcio d’estate romana, hanno richiamato un discreto numero di appassionati ed operatori del mondo del cavallo (delle istituzioni, della comunicazione e dell’editoria specializzata) presso la struttura situata al nord della capitale, tra le consolari Cassia e Flaminia. Novità assoluta - segnata dall’emozione del debutto, vista la giovane età dei protagonisti ed ideatori – lo spettacolo teatrale equestre “Il Sogno del Centauro”, un suggestivo “incontro di due mondi” con protagonisti uomini e cavalli (alcuni dei quali ospitati proprio presso il centro, a dimostrazione che non sempre esistono “cavalli inutili”). La kermesse ideata e creata da Giuseppe Cimarosa è un “progetto-sogno” che racconta mondi diversi ed apparentemente lontani: canto, narrazione, ballo, acrobazie, giochi con il fuoco, immagini tecnologiche (foto proiettate dai computer) ed ancestrali (suggestive le ombre “cinesi” prodotte sui muri del maneggio coperto dall’acrobata al centro del campo di lavoro tramutato in palco-arena teatrale…). Una testimonianza quindi – ed un’ennesima conferma – dell’ampio spettro di emozioni che scatena l’antico legame tra uomo e cavallo.
Ma, a sfatare anche altri miti per i quali i “centauri” non leggono, l’Auriga ha organizzato, in parallelo alla produzione dello spettacolo teatrale, due interessanti momenti di divulgazione editoriale, con la presentazione dei due libri “Lo Specchio di Pan” di Maria Lucia Galli e “Passione di donne” di Roberta Ravello, entrambi editi da Equitare, e del “Manuale teorico-pratico sul trasporto del cavallo” di Gianluigi Giovagnoli (Mursia editore). I primi due, “romanzi psicologici”, sono storie di donne e cavalli, ovvero storie di cavalli raccontati da donne: e proprio una platea prevalentemente femminile ha fatto da “ambasciatrice” delle due pubblicazioni; oltre alle autrici, presente agli incontri in qualità di moderatrice Eleonora Di Giuseppe, consulente del ministero della Sanità, lavoro e politiche sociali, dove lavora a stretto contatto con il sottosegretario Francesca Martini sulla tutela del cavallo. Alla seconda serata, di presentazione del volume sicuramente più “tecnico” sulla guida al trasporto del cavallo, oltre all’autore ed agli addetti del settore è intervenuta la presidente dell’Ordine dei veterinari di Roma. Donatella Loni, che ha portato il suo contributo di esperienza pratica, svolta anche all’estero, in Svezia in particolare, al seguito del mitico Varenne, su un tema decisamente fondamentale per il benessere e le prestazioni del cavallo sia dal punto di vista sportivo che per ogni suo altro utilizzo che, come abbiamo visto, sempre più affascina il pubblico: per il tempo libero, l’equitazione di campagna, la riabilitazione post-traumatica del cavaliere o di persone affette da varie patologie e, perché no, anche solo per affezione… Cavallo sempre più amico dell’uomo, quindi, anche grazie alla piacevole “mediazione” dell’universo femminile…



























