Parte finale intervista a Kate Fenner su riaddestramento cavalli da corsa a fine carriera
Nel primo e secondo articolo della serie dedicata a “Che fine fanno i cavalli da corsa a fine carriera”, abbiamo annunciato la creazione, in Australia, di uno specifico programma di rieducazione alla sella a loro dedicato, oltre l’entità dell’industria delle corse in quel paese.
Abbiamo visto anche a cosa servirà il passaporto digitale che seguirà il cavallo australiano dalla nascita fino alla sua morte per tracciare i cambi di proprietà e residenza e le diverse fasi della riabilitazione seguite con successo. Abbiamo visto anche in cosa consiste la parte introduttiva del corso sulla “Teoria dell’Apprendimento”.
In questo terzo articolo vedremo com'è composto il vero e proprio corso di istruzione del cavallo e, nello stesso tempo, del cavaliere. Ricordiamo che l’autrice del programma e del corso è la dottoressa Fenner, australiana. Ha un’esperienza trentennale nel riaddestramento di cavalli OTT. Ha conseguito un dottorato di ricerca in comportamento e addestramento dei cavalli per colmare il divario, spesso molto marcato nell’ambito equino, tra la ricerca scientifica e l’applicazione pratica. È anche presidente dell'International Society for Equitation Science (ISES) e membro del consiglio di amministrazione del Pony Club Australia. Il programma riabilitativo online da lei sviluppato, specifico per gli ex cavalli da corsa, lo ha chiamato Race 2 Ride (R2R: dalla corsa alla cavalcata).
D. Dottoressa Fenner, ci dica come è strutturato il corso online da lei ideato.
R. È composto da 12 moduli per un totale di 91 video lezioni, suddivisi in quattro gruppi che si seguono in quest’ordine:
1 Fondamenti del rilassamento: il coinvolgimento e il rilassamento sono alla base di ogni riqualificazione di successo. Si imparano i passaggi da seguire per ridurre i livelli di eccitazione del cavallo e costruire una sua "bolla" di concentrazione sul lavoro in corso.
2 Lavoro a terra e preparazione: Con un cavallo rilassato, il passo successivo è stabilire una comunicazione chiara attraverso il lavoro di base per controllare la spalla e il posteriore, sellare senza stress e utilizzare le redini lunghe. Poi il cavallo sarà pronto per essere montato.
3 Fiducia in sella: Il passaggio al lavoro in sella è spesso il momento in cui i proprietari di OTT si sentono più vulnerabili. Questi moduli forniscono la tabella di marcia iniziale: cosa fare nelle prime monte. La transizione fra i segnali (brutali) delle gare e quelli leggeri impiegati nello sport e nelle passeggiate, stabilire stop affidabili e un direzionamento morbido e reattivo utilizzando i segnali più leggeri possibili.
4 Affinare la partnership: La fase finale consiste nel perfezionare la comunicazione e nel risolvere con sicurezza le sfide più comuni del mondo reale: salire sul trailer, le fondamenta del canter, la ricerca della leggerezza in ogni singolo comando e segnale.Tutte le fasi sono ugualmente importanti e vanno seguite in ordine e senza cercar mai scorciatoie.
D. Per esperienza diretta, mi sento di dire che in Italia, e non solo, lo “shortcutting” diventa spesso lo sport preferito per l’addestramento di cavalli di ogni specialità. Persino in gare internazionali si vedono cavalli che rendono difficile il montare in sella, non rispettano lo spazio del cavaliere, creano problemi mentre si sellano, tirano portati in giro alla lunghina, entrano nel campo di gara nervosi e stressati o si spaventano per i motivi più futili. Vuole riassumere brevemente alcuni aspetti che ritiene più indicativi e significativi in questa opera di ricostruzione di un cavallo da sella?
R. Servirebbe molto spazio. In breve possiamo dire che la fase iniziale di relax sia essenziale, l’ho già spiegato. Poi è altrettanto importante insegnare loro a interagire con noi: un'esperienza per loro assolutamente nuova. I cavalli da corsa corrono diritto, si “appoggiano” al filetto per andare più veloci, non flettono il collo, non sanno cosa voglia dire incrociare gli anteriori, il posteriore serve solo a spingere in avanti alla massima velocità. Addirittura molti fantini preferiscono letteralmente saltare in sella mentre un groom mantiene il cavallo in perenne movimento: tutto ciò è l’esatto contrario di ciò che serve a un cavallo da sella. Si comincia da terra, subito con il “Give to the bit”, traducibile in italiano come “cedi, segui il filetto”, per far loro comprendere che vogliamo cambiare la loro direzione di marcia spostando il loro naso verso destra e verso sinistra con l’azione della redine sul filetto che hanno in bocca. Il rilascio della redine, se il cambio di direzione di quel naso viene eseguito anche di poco, e i nostri immediati rinforzi positivi, con parole gentili e carezze, per premiarlo e ringraziarlo, mettono in moto questa interazione con noi, e così il cavallo rivolge la sua attenzione a noi e al lavoro che stiamo facendo insieme. Poi gli insegneremo a usare le spalle per incrociare gli anteriori e eseguire delle serpentine, e così via, facendolo entrare in quella bolla di attenzione e coinvolgimento nei nostri confronti - mai esistita prima -indispensabile per andare avanti con successo e creare un rapporto vero con lui. Tanto per capire ancora meglio quanto siano diverse le abitudini acquisite: un'altra strategia che adotto con gli OTT è quella di insegnare loro, di solito, ad andare indietro come ultima cosa. Gli OTT, se li si fa andare indietro, tendono spesso ad accelerare la retromarcia, a impennarsi, persino a ribaltarsi, perché sono sempre e solo stati impostati per andare avanti e in velocità. In ogni insegnamento, invece, noi dobbiamo usare energie molto basse, azioni e segnali il più leggeri possibile.
D. Ovviamente, il suo corso online è in inglese, destinato a studenti madrelingua. E per tedeschi, francesi, spagnoli e italiani che non parlino così bene l’inglese? Pensa di internazionalizzare il corso in futuro?R. Assolutamente sì!
È certamente una gran bella notizia per i cavalli da corsa in pensione di tutto il mondo!
Come fossi un allievo, ho guardato tutte e 91 le videolezioni del corso e ho molto apprezzato la chiarezza e la semplicità delle spiegazioni teoriche e pratiche. Anche chi non ha nozioni di base di etologia può comprendere tutto. Mi ha colpito l’ordine specifico con il quale viene insegnate al cavallo ciò che deve imparare per diventare un cavallo da sella affidabile, diverso da quello che, invece, di norma si utilizza per dei cavalli puledri o comunque non da corsa. Ho imparato io stesso diversi aspetti degli ex cavalli da corsa che non conoscevo e non avevo quindi considerato nel mio percorso di riabilitazione “fai da me” che ho intrapreso nelle poche volte in cui mi sono dovuto cimentare con ex corridori.
Le lezioni si snodano passo passo, momento per momento. Penso che il corso possa essere seguito e applicato bene da molti cavalieri, anche se non da tutti. A mio avviso serve comunque una certa pre-disposizione e un minimo di esperienza “nell’insegnare cose ai cavalli” per raggiungere bene tutti gli obbiettivi finali. È anche un programma estremamente “democratico”, aspetto non da poco, perché è davvero alla portata di tutti come costo: servono solo 120 € per avere il codice per poter seguire l‘intero corso online, un prezzo politico davvero irrisorio! Estremamente utili sono gli incontri online periodici con la dottoressa dove tutti possono sottoporle casi, farle domande, inviargli dei video per avere consigli e spiegazioni aggiuntive. Per il momento è essenziale conoscere piuttosto bene l’inglese, in attesa che, dopo il progetto pilota di due anni, venga tradotto nelle principali lingue straniere.
In Australia si sta davvero lavorando seriamente per rispettare questi cavalli per come meritano. A questo punto vi domanderete quale sia la situazione nel resto del mondo dell’ippica che conta per i cavalli che si ritirano dalle corse. Vi risponderemo nel prossimo articolo conclusivo a seguire.
Chi è interessato ad avere ulteriori dettagli sul programma sviluppato dalla Dott.sa Kate Fenner può consultare il sito https://www.race-2-ride.com.





























