SANDRINO PERRONE : MERAVIGLIOSO VISIONARIO
Sei anni per un Sogno. Sei anni per lasciare una impronta indelebile nel mondo del Turf. Ah…se Sandrino Perrone avesse potuto vivere anche solo altri dieci anni…..Non ho dubbi : avrebbe messo il suo sigillo sulla corsa che più di ogni altra sperava di vincere, l’Arco di Trionfo a Longchamp e a cascata tutto il resto possibile.
Dal 75 all’ottanta compreso, l’anno della scomparsa, Perrone è transitato nel Turf come uno straordinario vento di passioni, di emozioni , ha risvegliato entusiasmi, indicato percorsi. Ha, soprattutto, trasmesso consapevolezza. Osservandolo, anche a posteriori, ci rendiamo davvero conto che quegli anni , dal 70 fino alla fine dei 90, sono proprio stati una delle tante Golden Age del nostro Galoppo amatissimo e Sandrino Perrone ne è stato meravigliosa punta di diamante.
Si è buttato a capofitto nella avventura , stava già male ma ha voluto sfidare il destino e fino alla fine con un entusiasmo contagioso e una forza d’animo strabiliante. Ah quei pomeriggi nel salottino di Capannelle , quanti discorsi, quanti sogni, ovviamente con anche altri amici, si respirava Turf nella sua essenza assoluta.
E poi Deauville in agosto con le Aste che lo divertivano tantissimo….Il suo segno distintivo , come nel caso di tanti altri ippici doc di quella stagione, è assolutamente la forza della Cultura, il suo retroterra, il suo vissuto che trasferì nel nostro mondo lo spirito colto capace di rinvigorire gli animi , creare entusiasmo, attesa, voglia di Turf.
Attenzione : Sandrino Perrone era ippico doc in assoluto e totalmente. Lo era il suo DNA . A 20 anni , nel 1940, in sella a Guapo vinse la prova più ambita di Piazza di Siena. Un amore, quello per il cavallo che alla soglia dei trenta anni dovette mettere in pausa poiché , dal 50 in poi ha dovuto dare spazio alla sua veste imprenditoriale e culturale. Tra l’altro è stato editore e anche direttore del Messaggero, il quotidiano di Roma e poi anche del Secolo XIX di Genova .
Ha anche diretto e sceneggiato il documentario , prodotto da Dino De Laurentis, “ Vietnam, Guerra senza Fronte”. Nel 74 ha ceduto proprietà e direzione del Messaggero ed è tornato vivere in splendida full immersion la vicenda ippica , trovando tuttavia ancora la energia per immaginare il domani.
Infatti, insieme al figlio Carlo ebbe la idea di fondare RTI che vuol dire Rete Televisiva Italiana, vale a dire la futura Rete 4. Meraviglioso visionario ! E nel Turf? Non scherziamo. E’ stato fantastico mercuriano, voleva il turf italiano proiettato in maniera pienissima in quello internazionale. Era questa la cifra colta , in tutti noi e in quegli anni, del galoppo italiano . Ah la stagione di Carlo Vittadini e Carlo D’Alessio e di tutti gli altri. Che respiro e che orizzonti senza limiti. Sandrino Perrone fu il cesello , la pennellata d’autore che rese il quadro un capolavoro.
Da perfetto Tesiano , Perrone acquistava, pensando poi anche di allevare, i cavalli che allenava, possedeva e programmava . In tutto trasferiva la forza e il peso del suo retroterra. Un tornado vivificante, una iniezione di entusiasmo e di incredibile utopistica visione del nostro mondo. Gli dobbiamo tantissimo. Ovviamente aveva scelto come nome per la sua scuderia quello di Hermes, il Messaggero degli Dei.
In quelle pochissime stagioni ha da subito iniziato a conquistare il mondo. Sammler segue Vific nel Papin e poi nel Seine et Oise . Policrock fu terzo ancora nel Papin di Vitiges, da noi vinse il Melton. Egmont fu anche nel marcatore delle Poules. Alpherat fu runner up di Godswalk nelle Norfolk e anche due volte terzo di Blushing Groom nel Morny e nel Salamandre. Questo nei primi dei cinque anni . Quando venne a mancare, nel 1980, aveva già fatto ulteriore salto di qualità, stava preparando il grande decennio degli anni 80 che non ha potuto vivere.
Tra i suoi due anni c’erano Northjet che poi seppe vincere Marois e Moulin e piazzarsi nello Ispahan. C’era Moon Ingraver che , regia di sir Lorenz, andò a vincere nell’Astartè, ora Rothschild ed anche seconda nell’Opera. C’erano anche Sea’s Valley ( terzo di Parioli e Derby, primo di Scheibler e di Signorino) oppure Scouting Miller ( laureato di Ellington ora D’Alessio e runner up nel Roma). Che rimpianto, ancora qualche anno e sarebbe stata eterna gloria.
Che sogno stupendo , che entusiasmo trascinante. Sandrino Perrone : meraviglioso visionario !





























