QUESTA E’ CULTURA ASSOLUTA !
Nove ! E’ il numero dei Campioni che sono stati capaci di duplice affermazione nella CORSA ovvero l’Arco di Trionfo che, piaccia o non piaccia, è il traguardo e punto. Del resto nella classifica delle cento corse dell’anno è sovente al primo posto e quando va male non oltre il quarto. Sempre.
In diversi poi sono riusciti a vincere dopo essere stati secondi, scavando nella memoria mi vengono in mente Nuccio, Allez France oppure Tony Bin ma ce ne saranno ben altri, magari non tantissimi. Ciò che conta , oggi, sono i duplici laureati di Longchamp. Ksar è stato il primo (21 e 22). Motrico lo ha seguito nel 30 e nel 32. Poi ecco Corrida (36 e 37), Tantieme ( 50 e 51 davanti appunto a Nuccio), ecco Ribot nel 55 e nel 56, i famosi 70 anni.
Si arriva ad Alleged, la lezione indimenticabile di Lester, nel 77 e 78. Le ultime sono state due femmine : Treve( 13 e 14) e Enable (17 e 18) . Il triplo è un sortilegio impossibile. Adesso al gruppo degli eterni si aggiunge Daryz. Cosi sul palo : Daryz, Bay City Roller, Diamond Necklace, Friendly Soul. Due maschi e due femmine. Le prime voci di rating , immagino rimodulabile, dicono 126, 125, 119 e 119. Da prendere con il beneficio dell’inventario.
Daryz è esempio perfetto di cosa si deve intendere per grande Cultura del Turf. In lui l’espressione più alta del concetto si materializza perfettamente. Quattro generazioni di proprietà e allevamento. Il primo è stato Aga Khan , terzo nella dinastia iniziata con Aga Khan primo ( 1817 – 1881) con quel titolo ma già quarantaseiesimo Imam. Fu seguito dal secondo che era il padre del creatore della scuderia e allevamento e che ebbe il titolo a sette anni per la morte del padre. Giusto per rinfrescare la memoria : per lui 16 classiche inglesi, dico, con cinque derby . Fu lui che dopo l’Arco del 51 acquistò Nuccio, secondo di Tantieme, da Guido Berardelli che rimase socio per una percentuale minore.
Nuccio vinse, come ricordato, l’anno seguente. Suo figlio fu il ben noto Ali Khan che non divenne però continuatore nella dinastia, il titolo passò direttamente a Karim Aga Khan. Ali , si fu il marito “anche” di Rita Hayworth, era nato nel 1911 ma morì giovane , nel 1960 in un tragico incidente d’auto in Francia. Oltre a vivere in maniera emozionante , per quello che interessa noi ha fatto in tempo ad avere Petite Etoile, quindi è sacro e lo credo bene…Allenata da Noel Murless , ho detto tutto, la figlia di Petition vinse Ghinee, Oaks, Yorkshire, Champion, due Coronation Cup, le Coronation sul miglio, le Sussex. Siamo nell’Olimpo. Seconda nelle King George dietro Aggressor, si quello che venne poi a fare lo stallone in Italia, lo ricordo per gli ottantenni, fu anche runner up di Le Levanstell nelle Queen Elisabeth.
In una delle due Coronation Cup sconfisse Vienna, espressione più alta della militanza ippica di Winston Churchill che ne fu anche allevatore. Comunque Vienna è nella storia del turf perché è stato il padre del fantastico Vaguely Noble, prendiamo bene nota. La madre di Ali Khan era la torinese Ginetta Magliano, etoile come la sorella Emma e Ali nacque proprio a Torino. Karim Aga Khan quarto nella linea del titolo era figlio appunto di Ali e di lui sappiamo tutti tutto. Immenso turfman e basta cosi. Karim si ama e stop.
Lui e la sua giubba che adesso è in buone mani, quelle della Principessa Zahra , la figlia, che ha ereditato la sua passione, ciò rende l’animo sollevato. Il titolo dinastico è adesso di Rahim Aga Khan quinto, figlio secondogenito di Karim, nato nel 71. I nostri cavalli sono felicemente nelle mani della principessa dei nostri cuori che sta gestendo benissimo , con i collaboratori paterni, allevamento e scuderie in questo anno e mezzo.
Si ricordi del grande gesto di papà Karim dopo la vittoria nell’Arco di Zarkava a tre anni : in razza subito. Per dire che è stato giustissimo provare a vincere due volte l’Arco con il maschio Daryz ma è colto chiudere adesso. Si, d’accordo sarebbe gigantesco il triplete ma non colto. Sarebbe meglio non seguisse dibattito ma seguirà……
Ecco cosa intendiamo per Cultura ippica, quattro generazioni meravigliose ma non solo. Il pedigree di Daryz è esso stesso espressione sublime di questa Cultura. Lo dimostra la sezione materna a partire dalla quinta e dalla quarta madre che sono Djebellina e Darazina . Sono state allevate e sono appartenute a Marcel Boussac ( immenso e sia chiaro) cosi come la sesta , Dalama, la settima Pretty Lady e la ottava La Moqueuse. Quando Boussac, (1889 – 1980) re del cotone , considerato tra le due guerre l’uomo più ricco di Francia, finito in bancarotta per non aver assecondato il progresso dei prodotti sintetici, a due anni dalla morte fu indotto a cedere tutto il suo materiale ippico, Karim Aga Khan lo acquistò immediatamente ed in blocco , non era la prima volta che faceva una cosa simile.
E’ Karim che ha allevato , in splendida continuità, le prime tre madri di Daryz. Perché si fa cosi se si è autenticamente colti. Darata, la terza , dal suo Vayraan ovviamente, è piazzata di Royaumont, Royallieu, Minerve. E’ la madre di Daryaba , vincitrice di Diane e Vermeille, figlia di Night Shift per avere il necessario Northern Dancer. E’ la madre di Daramsar e Daraybi ma ovviamente anche di Daryakana che ha vinto il Vase ad Hong Kong ma anche il Royallieu ed è terza di Saint Cloud e quarta di King George. E’ una Selkirk ( ramo Polinesian) dal quale arriva quella punta micidiale di speed , fatale per Minnie Hauk e per Bay City Roller.
Per avere Daryz , il principe ha scelto Sea The Star nel quale era interessato e che chiude il cerchio con Northern Dancer, iniziato con Night Shift. Sommo atleta : Ghinee, Derby, Eclipse, York, Champion ed Arco. Cosi ora in famiglia , sopra il camino, ci sono ben quattro Arco di Trionfo , i due di Daryz , quello di Sea The Star e quello di nonna Urban Sea.
Ecco questa è la Cultura del Turf che dovrebbe essere nel DNA di ciascun ippico . Creare il retroterra di ogni campione . Come ha fatto il Senatore, diamine. Se prendete le prime tre generazioni di Ribot, scoprirete che su 14 nomi che la compongono, ben 11 sono griffati Federico Tesio. Pazzesco. I fuoriclasse si creano con studio, sperimentazione, pazienza e selezione perché questo è il TURF e non altro.
Vi resti impressa nella mente e per sempre la sequenza paterna di Ribot : Cavaliere d’Arpino, Bellini, Tenerani e Ribot. Tutti, allevati, allenati e appartenenti al Senatore e a Mario Incisa della Rocchetta. A tutti dico tutti , il Mago e il Marchese diedero il Milano cosi come a Nearco, Donatello, Botticelli e ad altri, 23 in tutto, che lo vinsero indossando la GIUBBA che ci fa ancora commuovere e piangere ogni volta che ci capita di vederla.



























